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Le donne del Greco

24 Aprile 2013 Civiltà del bere
Due donne irpine a portar alto l'onore dei vini di Campania e in particolar modo del Greco e l'onere del lavorare la terra. Una è Gabriella Ferrara, della Cantina Benito Ferrara di Tufo (Avellino) e l'altra, è Maria Coppola della Cantina dei Monaci di Santa Paolina (Avellino). IL GRECO MASCHIO: «Una donna che fa vino a Tufo? E che magari si sposta e va alle fiere in Italia e nel mondo? All'inizio mi pensavano pazza. Ma io in vigna ci sono nata», ci ha raccontato Gabriella Ferrara. «Ho avuto tanta volontà. Ho piantato le barbatelle, ho studiato tutto quel che potevo e ho convinto mio marito ad aiutarmi». Il frutto di tanto impegno è, tra gli altri, il Vigna Cicogna, Greco di Tufo Docg. «Non è semplice fare Greco», ci ha spiegato. «Bisogna mantenere l'equilibrio e abbassare l'acidità; noi abbiamo anche scelto di fare una vendemmia anticipata. ma la nostra terra è meravigliosa, ricca di zolfo, capace di regalare agli acini un'infinita mineralità. Il vino nasce da una vigna di 1 ettaro, chiamata Cicogna perché già nell'Ottocento era scelta dagli aironi per nidificare, situata in un posto speciale baciata dai venti adriatici e della Sardegna che arrivano da noi ineboliti. E pensare che ce ne siamo accorti quasi per caso, quando nel 1996, un serbatoio di queste uve capitò separato dagli altri». La vendemmia 2011 attualmente in commercio è stata caratterizzata da un inverno nevoso e un'estate caldissima che hanno favorito una perfetta maturazione dell'uva; le escursioni termiche molto consistenti hanno inoltre favorito i profumi. L'esito è un Greco di Tufo fatto per mano di una donna che ha però il carattere di un maschio, robusto e grintoso. 36 mila bottiglie al costo di 12 euro in cantina. E QUELLO ESUBERANTE: «Ci chiamano Monaci, è il soprannome che è stato dato alla nostra famiglia e il nome che abbiamo scelto per la nostra Cantina», ci ha raccontato Maria Coppola. Questa è una storia insolita che, all'inizio, potrebbe far pensare all'improvvisazione, ma che poi rivela invece dietro un progetto preciso. Maria era casalinga, il marito un ferroviere. Entrambi avevano una passione: il vino. «Avevamo una piccola vigna di proprietà e nel tempo libero ci divertivamo a produrre un vino per noi e per qualche amico. Ci dicevano che era buono. E noi ci siamo convinti. Abbiamo comprato 6 ettari e aperto la Cantina». Il sogno si è realizzato e oggi Decimosesto, Greco di Tufo Docg è il loro vino di punta. «Nasce dalla nostra vigna più antica di dieci anni ed è stato fatto per la prima volta in occasione del compleanno di mio marito. Si tratta per noi dell'espressione del Greco nel tempo. Pruduciamo 50 mila bottiglie vendute in cantina a 7 euro». La versione 2009 è intrigante, dalla buona acidità ed esuberante, come un giovane che ha voglia di farsi scoprire.

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