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L’Agenda Ruffino 2025 per andare oltre la sostenibilità

L’Agenda Ruffino 2025 per andare oltre la sostenibilità

La sede della Borsa di Milano ha ospitato un talk alla presenza del presidente e AD Sandro Sartor e dei vertici del Gruppo toscano. Un’occasione per raccontare i risultati raggiunti da Ruffino Cares e gli (ambiziosissimi) obbiettivi in programma da qui ai prossimi tre anni.

Tra le Cantine italiane maggiormente impegnate sul fronte della sostenibilità c’è sicuramente Ruffino, che in questi anni ha dato prova di una strategia di sviluppo strutturata e vincente, riassunta nell’espressione Ruffino cares. Così si chiama il cappello che dal 2018 riunisce tutte le iniziative legate alla responsabilità sociale d’impresa promosse dallo storico marchio toscano. Quattro i pilastri portanti: ambiente, politiche aziendali orientate alla diversità e all’inclusione, promozione del bere responsabile e impegno verso le comunità locali.

Un panel per fare il punto sul presente e delineare gli impegni futuri

Il 30 novembre a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa milanese, si è svolto un talk aperto alla stampa per fare il punto sui risultati raggiunti e delineare l’agenda 2025. Il panel è stato guidato da Marco Frey, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese presso la Scuola superiore universitaria Sant’Anna di Pisa e presidente della Fondazione Global Compact Italia, organismo delle Nazioni Unite. Con lui sul palco sono intervenuti Sandro Sartor, presidente e AD Ruffino, Thomas Blasi, CSR & environment specialist di Ruffino e Lorena Troccoli, agronoma e Ruffino Estate manager.

Le aziende possono e devono rendere possibile in cambiamento

Per le attività dedicate alla sostenibilità Ruffino ha stanziato un budget di circa 11 milioni di euro, cioè il 28% sugli investimenti annuali del gruppo, distribuito su sette anni (dal 2019 al 2025) con l’obiettivo di dirigere tutte le proprie attività produttive verso il raggiungimento di ambiziosi quanto necessari standard.
«Case history come questa mostrano come sia possibile, oltre che necessario, fare meglio con meno», spiega il professor Frey. «Il volume di vino prodotto negli ultimi decenni in Italia è assai diminuito, ma il comparto è cresciuto perché sono cresciuti il valore della produzione, la qualità e l’export. In questo senso, l’enologia italiana sta compiendo un percorso emblematico che rispecchia il ruolo cruciale delle aziende, accanto alle istituzioni e ai cittadini, nel rendere il cambiamento possibile».

Una visione che include tutti gli aspetti della sostenibilità

«In questa gara non c’è chi arriva primo e chi arriva ultimo, ma bisogna arrivare tutti», gli fa eco l’AD Sartor. «Le attività del settore vitivinicolo sono in regime di interdipendenza con la disponibilità di risorse naturali (risorse energetiche, acqua, clima, suolo, aria ed ecosistema) e con il tessuto socioeconomico nel quale si collocano. Per questo è fondamentale, in un’ottica di sostenibilità complessiva e a lungo termine, che un’impresa vitivinicola che si voglia dire sostenibile adotti sistemi produttivi e condotte che preservino le risorse naturali, ne affinino le modalità di utilizzo e migliori anche le condizioni sociali ed economiche del proprio territorio».

Conversione biologica e filiera 100% sostenibile

Dalle parole ai fatti. Con la vendemmia 2024 è previsto il completamento della conversione biologica di tutte e 9 le tenute del gruppo. L’agenda Ruffino 2025 sottolinea l’impegno nel rendere la propria filiera al 100% sostenibile, facendo da traino anche per le realtà più piccole del proprio indotto, attraverso un taglio delle emissioni di Co2 del 15% per arrivare al 50% nel 2030. Ancora, un aumento del +15% dei rifiuti mandati in riciclo con la mission di arrivare a rifiuti zero nel 2050; una costante riduzione dell’utilizzo idrico, integrata a un aumento del +25% delle acque riutilizzate nel processo di produzione.  
In questo quadro si colloca la pubblicazione del quarto Bilancio di sostenibilità relativo all’anno fiscale 2022, rendicontato secondo le linee guida internazionalmente riconosciute del Global Reporting Initiative. La verifica della solidità dei dati presenti è stata affidata alla società DNV.

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© Riproduzione riservata - 07/12/2022

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