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La Staffa, Verdicchio d’autore firmato Riccardo Baldi

25 Luglio 2016 Jessica Bordoni
Staffolo è un piccolo comune dell’entroterra anconetano con circa 2 mila abitanti e una ventina di Case vinicole, la maggior parte a impostazione familiare. «Il tessuto sociale in cui sono cresciuto», racconta Riccardo Baldi, classe 1990, «è stato fondamentale. Attorno a me ho avuto grandi esempi di produttori che mi hanno trasmesso il valore della terra, dell’uva e del vino». Ed è così che è nata la cantina La Staffa, che oggi sta guadagnando spazio tra i Verdicchio di grande qualità.

Un padre con il pallino della vigna

Il padre di Riccardo ha sempre fatto il commerciante di cambi per elettrodomestici, ma è nato in campagna e non ha mai perso il pallino per la vigna. Così, nel 2004, ha deciso di fare il grande passo acquistando una casa colonica con due ettari vitati. «In quegli anni io frequentavo il liceo», spiega Riccardo. «Poi mi sono iscritto alla facoltà di Economia e Commercio, per la verità senza troppa convinzione. Ero sempre pronto a dare una mano in vigna e in cantina quando serviva».

Riccardo Baldi diventa titolare della Cantina

Il 2009 è l’anno dell’apertura della partita Iva, suo padre gli lascia il comando e Riccardo diventa ufficialmente titolare dell’azienda La Staffa. «Ricordo perfettamente la prima vendemmia. Fu molto artigianale, istintiva direi. Dal 2010 ho cominciato a seguire meglio anche la parte agronomica, dedicandomi anima e corpo a un’attività che ormai era mia a tutti gli effetti».

La grande sfida e il ricordo dei primi tempi

I primi tempi c’era moltissimo da fare, tutto da impostare. «Devo dire che però a me non pesava passare tante ore in azienda e lavorare nel weekend, anche se i miei amici andavano al mare. Chi ha una piccola azienda deve occuparsi di tutti gli aspetti, dalla parte produttiva alle strategie di vendita e promozione. È una sfida molto stimolante, anche se decisamente difficile perché richiede tante competenze diverse».

Un maestro: Lucio Canestrari di Fattoria Coroncino 

Per Riccardo Baldi è stata fondamentale la figura di Lucio Canestrari, che a Staffolo è proprietario della Fattoria Coroncino. «Il grande Lucio mi ha insegnato moltissimo sul Verdicchio e più in generale su come gestire l’attività aziendale. Mi ha preso sotto la sua ala protettiva, trattandomi un po’ come un figlio. Gli sono molto riconoscente, così come a tutti coloro che mi hanno incoraggiato e motivato, quando all’inizio era davvero dura».

Dieci ettari coltivati in regime bio

Oggi la proprietà si estende per circa 10 ettari acquistati a piccoli passi, uno alla volta. Le viti raggiungono fino ai 35 anni di età. «I terreni sono tutti certificati biologici e seguo alcune teorie classiche della biodinamica. Più in generale cerco di portare avanti un’agricoltura poco impattante, che stimola gli apparati radicali delle piante ad andare in profondità. Ho l’immensa fortuna di possedere dei terreni unici, ricchi di carbonato di calcio. Questa particolare conformazione dona ai miei vini una speciale matrice sapida che ogni anno diventa più marcata e ben definita».

La Rincrocca deLa Staffa Verdicchio da premio

Al centro della produzione c’è il Verdicchio dei Castelli di Jesi, in versione Classico Superiore e Riserva. «La Rincrocca, in particolare, è una selezione da un vecchio vigneto con la migliore esposizione in Contrada Castellaretta, che fermenta e matura in cemento». A soli 26 anni, Riccardo ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per le sue etichette e c’è da scommettere che nelle prossime vendemmie sentiremo sempre più parlare di lui e della sua Staffa.

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