Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

La rassegna stampa internazionale di Civiltà del bere #6

La rassegna stampa internazionale di Civiltà del bere #6

Notizie da tutto il mondo, selezionate tra decine di giornali, riviste e blog di ogni Paese e di ogni lingua, per rimanere sempre aggiornati su ciò che accade oltre confine. E per sapere cos’hanno detto di noi.

NEL MONDO

# Cosa sta succedendo in Sudafrica

Il blocco degli alcolici

Anche la BBC riporta la notizia: il Sudafrica vieta le vendite di alcolici per aiutare a contenere la diffusione del coronavirus. Il Paese sta infatti registrando un incremento di casi e in un discorso pubblico il presidente Cyril Ramaphosa ha lodato tutti coloro che hanno contribuito a prevenire la diffusione del Covid-19. Pare che ancora, però, abbiano agito irresponsabilmente prendendo parte a feste e a bevute folli. Così, oltre al divieto di vendita di alcolici, i provvedimenti prevedono ora un coprifuoco notturno dalle 21:00 alle 04:00 e l’obbligo di indossare mascherine anche all’aperto. Lo stato di emergenza è stato esteso fino al 15 agosto.

È il secondo divieto dall’inizio della pandemia

Si tratta, infatti, di uno stop che arriva poche settimane dopo un altro blocco di tre mesi. Rivolgendosi alla nazione domenica 12 luglio, il presidente Ramaphosa ha dichiarato: «Mentre ci dirigiamo verso il picco delle infezioni, è fondamentale che non sovraccarichiamo le nostre cliniche e gli ospedali con lesioni correlate all’alcol che avrebbero potuto essere evitate». Ma già il precedente divieto del governo sudafricano aveva avuto importanti ripercussioni per aziende produttrici di birra, vino e altri alcolici, un settore che interessa fino a un milione di persone (The drinks business).

Come aiutare le Cantine sudafricane

Sebbene la vendita, la distribuzione e il trasporto di alcolici sul mercato interno siano vietati, l’export è ancora consentito (Winemag.Co.Za).

«Una delle cose migliori che puoi fare per aiutarli, è ordinare online», si legge su The drinks business. La rivista inglese propone di aiutare in questo modo le aziende sudafricane fornendo un dettagliato elenco di agenti, rivenditori, enti del settore e media locali che potrebbero essere utili per trovare e acquistare vini sudafricani. È inoltre nata una nuova campagna pubblicizzata sui social media con l’hashtag #drinksouthafrican.

# Il vino firmato dai Vip

Il vino di Cameron Diaz

Un vino biologico e pulito: è questa l’idea dell’attrice statunitense che, in collaborazione con l’imprenditrice di moda Katherine Power, ha recentemente presentato i primi due vini a marchio Avaline. Con un bianco spagnolo e un rosé francese, Cameron Diaz è l’ultima celebrità a entrare nel mondo del vino e, come riporta Wine Spectator, lo ha fatto per produrre vini nel segno della trasparenza: sono vini biologici, vegani e prodotti con il minimo uso possibile di additivi.

The drinks business fornisce anche qualche nota di degustazione sulle due nuove etichette. Prodotto con uve biologiche quali Macabeo, Malvasia e Xarel-lo coltivate nella regione Penedès, nel nord della Spagna, il bianco è secco e delicato e si esprime con aromi rinfrescanti di agrumi. Il rosé francese arriva dalla Provenza da uve Cinsault, Grenache, Cabernet Sauvignon, Syrah e Caladoc, anch’esse coltivate biologicamente; leggero e fresco, si distinguono note di melone, lamponi e scorza di agrumi. «Da anni bevo vino e non l’ho mai messo in discussione», ha dichiarato Cameron Diaz. E continua: «Tra gli alcolici, ho sempre pensato che fosse la scelta più responsabile perché derivante dall’uva, ma non avevo idea di quali fossero i processi per ottenerlo». L’attrice di Hollywood ha deciso di creare il proprio marchio “pulito” quando ha capito che anche il vino poteva essere manipolato con diversi additivi.

Dalla NBA al vino

Il giocatore di basket CJ McCollum della squadra Portland Trail Blazers non è, invece, andato molto lontano per cercare la Cantina ideale con cui creare un proprio vino. Lo sportivo ha infatti allenato il suo palato nella vicina Willamette Valley, in Oregon, trovando il perfetto alleato nella Cantina Adelsheim Vineyard. L’etichetta McCollum Heritage 91 appena uscita è un Pinot nero della zona di Chehalem Mountains, annata 2018 (Wine Spectator).

Mary J. Blige sceglie il vino italiano

La cantante 9 volte vincitrice dei Grammy Awards ha prodotto i suoi due vini dal nome Sun Goddess Wines classificandoli come «una collezione esclusiva in edizione limitata», grazie alla collaborazione con la cantina italiana Fantinel. «Un caro amico mi ha fatto conoscere Marco Fantinel riferendosi a lui come il produttore del miglior Pinot grigio al mondo», afferma Mary J. Blige, che dopo aver camminato tra i vigneti e aver assaggiato vini con la famiglia Fantinel, ha deciso di produrre le sue etichette che, come lei stessa ammette: «Catturano il sole». Per ora, la collezione comprende due vini: un Pinot grigio ramato e un Sauvignon blanc entrambi prodotti in Friuli Venezia Giulia durante l’annata 2019. «La degustazione di vini è da sempre una delle passioni di Mary e il Pinot grigio è la sua varietà preferita», ha detto a Food and Wine Marco Fantinel, CEO di Fantinel, concludendo: «Mary è stata molto coinvolta in tutte le operazioni di produzione e Sun Goddess è un vero riflesso della sua personalità».

DICONO DI NOI

# Enoturismo in Italia

Antinori tra le 10 migliori Cantine da visitare in tutto il mondo

È appena stata svelata la classifica per il 2020 di World’s Best Vineyards, con le 50 migliori Cantine da visitare al mondo. Il nuovo elenco delle 50 migliori Cantine da visitare in tutto il mondo comprende 5 continenti e 18 Paesi, con 17 nuovi nomi in primo piano. Molte delle aziende vinicole della lista offrono esperienze uniche come tour nei vigneti in carrozze vintage trainate da cavalli, collezioni di auto classiche o di opere di artisti del calibro di Pablo Picasso, lezioni di cucina, ristoranti stellati Michelin, oppure sono circondate da paesaggi protetti dall’Unesco. Sono tante, inoltre, le strutture progettate come meraviglie architettoniche moderne, tra cui la Cantina di Antinori nel Chianti Classico, nona in classifica (nel 2019 occupava la posizione numero 18). Si legge: “Le 26 generazioni di storia enologica della famiglia Antinori sono state opportunamente commemorate – e rivelate al pubblico – attraverso la splendida Cantina e museo Antinori a Bargino, una vera meraviglia architettonica-postmoderna-industriale, sacra e invisibile. Sì, praticamente invisibile, tanto sottile è il design di questa struttura a tre livelli per lo più sotterranea. Da lontano si vedono due eleganti fessure orizzontali che attraversano la collina toscana, la sua composizione riecheggia i profili sinuosi delle colline circostanti, costellate di vigne di Sangiovese, uliveti e antiche chiese. I tre livelli dell’edificio sono collegati da una spettacolare scala a chiocciola, la caratteristica più distintiva della Cantina”.

Ceretto e Gaja, altre due italiane tra le Top50

Due tra le new entries delle 50 migliori Cantine da visitare sono italiane. Al ventunesimo posto c’è Ceretto con 160 ettari di vigneti nelle Langhe e un impegno nell’agricoltura biologica e biodinamica, a cui aggiungere una vista superlativa sulle colline circostanti dalla Tenuta Monsordo Bernardina di Alba e la sua caratteristica struttura in vetro: l’Acino. Trentaseiesima in classifica è ancora un’altra Cantina di Langa: Gaja, a Barbaresco. Sebbene sia nota per la sua politica a porte chiuse, la famiglia Gaja nel 2014 ha aperto al pubblico per la prima volta tramite donazioni (minimo € 300 a persona) a organizzazioni benefiche. L’impegno di Gaja in cambio di questa generosa offerta è quello di offrire un tour personalizzato dei vigneti e delle cantine circostanti seguito da una degustazione di vini appositamente selezionati.

Estate italiana

The Guardian sceglie “tre bellissime aree per una vacanza tranquilla” in Italia. Tra queste, la Val Badia nelle Dolomiti altoatesine, la costa toscana e una regione vitivinicola spesso sottovalutata anche dagli italiani: il Roero. “Un paesaggio ondulato di vigneti, frutteti e boschi punteggiato da canyon chiamati rocche, gole profonde fino a 100 metri scavate dal fiume Tanaro”, spiega la giornalista Liz Boutler. Ogni passeggiata qui può terminare con una degustazione in Cantina, mentre la vicina città di Bra offre un centro storico pieno di negozi dove acquistare tanti prodotti artigianali. Infine, a Pollenzo, si trova l’Università di Scienze Gastronomiche con la sua grande “banca del vino”, che offre degustazioni da prenotare online in anticipo.

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Seguendo su Instagram l’hashtag #drinksouthafrican potrete rimanere aggiornati sulla situazione del blocco delle vendite di vino in Sudafrica e sulle tendenze del vino sudafricano, raccontato e comunicato – anche in questo momento delicato – da molti giornalisti, blogger e influencer.

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© Riproduzione riservata - 23/07/2020

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