Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

La rassegna stampa internazionale di Civiltà del bere #1

La rassegna stampa internazionale di Civiltà del bere #1

Notizie da tutto il mondo, selezionate tra decine di giornali, riviste e blog di ogni Paese e di ogni lingua, per rimanere sempre aggiornati su ciò che accade oltre confine. E per sapere cos’hanno detto di noi.

VINO DAL MONDO

# I sintomi del Coronavirus sul vino

Il vino è essenziale?

Lo chiede su Vinous Antonio Galloni, il quale è certo che i lavori e i lavoratori del comparto vitivinicolo siano essenziali al 100%.

Consumi in calo o in crescita?

Gli inglesi si sono concessi qualche calice in più durante il periodo di lockdown, ma hanno acquistato bottiglie più economiche (Decanter). Secondo l’inchiesta di The drinks business il 35% degli intervistati ha dichiarato di aver bevuto più bevande alcoliche. Tra questi, il 7% ha affermato di bere molto di più, ben oltre il limite settimanale raccomandato.
Stiamo davvero bevendo più vino in questo periodo? Chiede il giornalista David Williams su The Guardian, dove si conferma che il consumo domestico è aumentato, ma le vendite complessive stanno crollando.
In Cina, invece, non solo è aumentata la frequenza degli acquisti di vino, ma anche l’importo speso per bottiglia. Oltre la metà degli intervistati ha affermato di aver comprato vino tramite un rivenditore online con più frequenza rispetto a prima della pandemia (Meininger’s Wine Business International).
Al contrario, in Portogallo i consumi sono stati più moderati e la spesa media per il vino è diminuita. È aumentato, invece, il consumo di acqua soprattutto tra i portoghesi dai 18 ai 34 anni (Mercados del Vino y la Distribuciòn).

Videodegustazioni

All’interno della sua rubrica su The Guardian, la giornalista Fiona Beckett spiega come oggi sia possibile diventare esperti di vino su Zoom, una delle piattaforme più usate per le degustazioni online. La videodegustazione funziona allo stesso modo per una piccola enoteca e per eleganti istituzioni come il circolo privato 67 Pall Mall di Londra e secondo il Telegraph alcune delle innovazioni sperimentate durante il lockdown sono così avvincenti che porteranno a far conoscere il vino a un pubblico sempre più vasto.

L’emisfero Sud e la vendemmia durante il lockdown

In alcuni casi, come per la Nuova Zelanda, la vendemmia è iniziata insieme ai primi casi di Covid-19, mettendo così a dura prova tutto il comparto vitivinicolo. In altri casi, come in Sudafrica, la raccolta era già a buon punto al momento del lockdown. Altrove, i produttori dell’Argentina e del Cile hanno dichiarato di aver saputo fronteggiare la sfida anche laddove si sono verificati molti contagi. (Harpers)

Un nuovo ruolo per la raccolta meccanica

L’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV) ha invitato i produttori dell’emisfero australe a condividere le loro esperienze sulla gestione della vendemmia durante la pandemia «invertendo il flusso storico della conoscenza, che in precedenza fluiva principalmente dall’emisfero nord a quello sud», ha dichiarato António Graça, a capo della ricerca e dello sviluppo del gruppo Sogrape Vinhos. Graça ha anche affermato l’importanza della raccolta meccanizzata in una situazione come quella del distanziamento sociale, osservando che l’Australia e la Nuova Zelanda hanno usufruito della vendemmia meccanica molto di più rispetto a Cile, Argentina e Sudafrica. (The drinks business)

Occitania

In Francia la regione Occitania annuncia un piano di 14 milioni di euro per sostenere i viticoltori. Il piano di rilancio per la viticultura è stato annunciato venerdì 29 maggio dal presidente della regione occitana Carole Delga (La revue du vin de France). Altri 20 milioni di euro arriveranno dalle organizzazioni di categoria del settore vitivinicolo e in totale le regioni vitivinicole del sud della Francia dovrebbero, dunque, ricevere 34 milioni di euro per salvaguardare i posti di lavoro, aumentare le vendite e aiutare la regione e i suoi produttori a riconquistare quote di mercato nei prossimi 18 mesi (The drinks business). Ne parliamo anche su Civiltà del bere.

# Il mondo che va avanti

New York si prepara alla riapertura

Dal 22 giugno i tavoli all’aperto dei locali newyorkesi potrebbero essere molti più di prima. Così il magazine FOOD&WINE prospetta come sarà la riapertura nella grande mela, con un cambiamento che potrebbe modificare anche l’urbanistica della città. I tavoli dei ristoranti potrebbero occupare i marciapiedi e anche alcuni posti auto, mentre ancora più strade verranno chiuse al traffico; lo ha annunciato il sindaco di New York Bill de Blasio.

Cosa cambierà nelle carte dei vini

La crisi ha messo a dura prova la ristorazione e i primi a subirne le conseguenze saranno i vini. Da oggi il rapporto qualità-prezzo sarà più importante che mai, le carte dei vini saranno più piccole e compatte per ridurre al minimo gli investimenti, ci saranno meno liste cartacee e potrebbe essere la svolta per le carte su iPad, mentre i ristoranti più informali torneranno alle lavagne. Infine, potrebbe aumentare la richiesta e di conseguenza l’offerta dei vini al bicchiere (Jancis Robinson).

Enoturismo, problemi per la California

Chuck Wagner, proprietario di Caymus Vineyards nella Napa Valley fa causa al governatore della California per aver chiuso le sale degustazione. A oggi sono riaperte solo le cantine che possono offrire anche un servizio di ristorazione, ma secondo Wagner si tratterebbe di un’ingiustizia (Wine Spectator). Ma dell’8 giugno è la notizia che anche le Cantine della Napa Valley potranno riaprire al pubblico (The drinks business).

Oregon, due nuove AVA

Intanto nella Willamette Valley, la principale area vitivinicola dell’Oregon – dove le cantine sono già aperte per le visite -, sono state approvate due nuove AVA (American Viticultural Area). Tualatin Hills e Laurelwood District si vanno ad aggiungere alle altre 7 AVA più piccole: Chehalem Mountains, Dundee Hills, Eola-Amity Hills, McMinnville, Ribbon Ridge, Yamhill-Carlton e Van Duzer Corridor (The drinks business).

# Attualità

En Primeur

Grande fermento a Bordeaux per “Les Primeurs”, evento ritardato a giugno e ripensato quest’anno in base alle norme sul Coronavirus. La Revue du vin de France segue in diretta i prezzi dei vini appellazione per appellazione, mentre i commenti e le note di degustazione si potranno trovare sulla rivista in edicola a settembre.
 La Revue Vinicole Internationale lancia i primi numeri parlando di una previsione di calo medio dei prezzi del 20%. «Possiamo già notare un calo del – 16% per Château Lafite e – 33% per Château Palmer rispetto al 2018. Château Pontet Canet 2019 ha subito un calo del 31% rispetto allo scorso anno con un prezzo fissato a 68 euro tasse escluse, ed è stato tutto venduto in 3 ore», si legge sulla rivista. Anche Decanter riporta come finora anche grandi nomi come Château Mouton Rothschild abbiano visto sostanziosi tagli dei prezzi. Anche Cheval Blanc registra un calo del 30% sul prezzo di uscita 2018 (The drink business).

Chi finanzia Trump

L’American Association of Wine Economists ha postato su Twitter i dati sui 20 principali contributori legati al mondo del vino dei candidati alle elezioni presidenziali USA. A fare più scalpore i sostenitori di Donald Trump con un contributo totale di oltre 600mila dollari: di gran lunga il maggior sostenitore è stato Marvin Shanken, editore di Wine Spectator (185.800 dollari), seguito da John Jordan CEO di Jordan Winery (California; 75.600 dollari) e dalle cantine Westerly (California; 55.400 dollari) e Domaine Serene (Oregon; 50.000 dollari). Molti di più sono stati i sostenitori di Bernie Sanders, ma con quantità significativamente inferiori. Tra questi molti viticoltori, importatori o produttori di vino artigianali come Handley Cellars Winery (California, 8.618 dollari) e Rosenthal Wine Merchants (Stato di New York, 3.150 dollari). Appena 10mila dollari di supporto in totale da parte della wine industry per il democratico Joe Biden.

Black Lives Matter

Numerose riviste di tutto il mondo hanno appoggiato e condiviso le iniziative di protesta contro la morte di George Floyd e tutti gli episodi di razzismo. «Dobbiamo parlare di quello che sta succedendo» titola il magazine Imbibe, che si impegna a dare spazio alle storie degli afroamericani con un ruolo nel mondo delle bevande e non solo, condividendo le loro lotte, i successi e sostenendo organizzazioni che combattono attivamente il razzismo sistemico e la disuguaglianza nel mondo dell’ospitalità.
 Anche Wine Enthusiast è attenta al tema sottolineando come e quali organizzazioni supportare e stila un elenco (in aggiornamento) delle aziende del vino guidate da persone di colore dagli Stati Uniti fino alla Francia e al Sudafrica.

DICONO DI NOI

Prosecco rosé

Via libera alla versione rosata del Prosecco prodotta da uve Glera e Pinot nero. Tra i primi a dare la notizia all’estero è stato il magazine Imbibe. La news è rimbalzata subito su The drinks business, per poi arrivare anche alle cronache di Decanter, secondo cui è un buon momento per questa novità, poiché le vendite di Prosecco sono diminuite negli ultimi mesi a causa della pandemia.

Barolo e Barbaresco in crescita

Un numero sempre crescente di collezionisti riconosce il valore e il potenziale di investimento che si possono trovare nella terra del Barolo e del Barbaresco. «Stiamo vedendo nuove persone interessate ai vini delle Langhe. Persone che vogliono investire sui migliori produttori e sulle annate più interessanti», ha affermato Jamie Ritchie, responsabile di Sotheby’s. (Decanter).

Italia che riapre

Pierpaolo Penco, country manager Italia di Wine Intelligence intervistato da Harpers, afferma che la più grande sfida per il commercio del vino italiano sarà la ripresa nel commercio. «Mi aspetto che alcune aziende vinicole riducano lo sviluppo di nuovi prodotti, concentrandosi invece sul marchio e sui prodotti principali», ha affermato Penco. Si prospetta, inoltre, un forte calo dell’enoturismo.

Italia batte Spagna

E lo fa sul campo da gioco dell’espertazione di vino. Secondo quanto riportato da La Semana Vitivinìcola, dopo cinque anni di leadership spagnola nelle esportazioni mondiali, l’Italia ha conquistato il trono nel 2019, quando è riuscita a collocare 2.162 milioni di litri di vino sui mercati internazionali, rispetto ai 2.154 milioni della Spagna, sebbene entrambi siano cresciuti più della media mondiale. In termini economici, la Francia si distingue come il primo venditore di valore con 9.795 milioni di euro.

Christo è morto

La rivista tedesca Vinum ricorda l’artista Christo, morto lo scorso 31 maggio all’età di 84 anni e famoso per la sua “land art”. L’opera temporanea The Floating Piers allestita da Christo nel 2016 sulle acque del Lago d’Iseo vide la partecipazione di 1,3 milioni di visitatori in 16 giorni creando una eco mondiale per la Franciacorta e i suoi spumanti.

Mai trascurare la Schiava

Se ne sono accorti i norvegesi, forse prima degli italiani. Dai profumi intensi e speziati, la Schiava per la rivista norvegese Vinforum è uno dei rossi con più carattere tra i vini italiani. Tra le bottiglie più rappresentative i Santa Maddalena Classico delle Cantine Fliederhof, Waldgries e Franz Gojer.

@ CHI SEGUIRE SUI SOCIAL

Alice Feiring – su instagram @alice.feiring – è giornalista e autrice di libri sul vino naturale. L’ultimo uscito, anche nella traduzione italiana, è Natural Wine for the People (Vino naturale per tutti, Slow Food Editore, 176 pp). Alice vive a New York, ma ha una dichiarata passione per i vini italiani, che spesso posta e descrive sul suo profilo.

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© Riproduzione riservata - 18/06/2020

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