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La nuova era (digitale) per i collezionisti di vino con gli NFT

13 Maggio 2021 Anita Franzon

Acquistare una bottiglia di vino digitale? Da oggi è possibile grazie a una nuova tecnologia che promette di rivoluzionare il mondo del collezionismo d’arte, ma anche del vino, garantendo l’autenticità delle opere, o delle bottiglie. Dopo che la casa d’aste Christie’s ha venduto un quadro digitale dell’artista Mike Winkelmann, in arte Beeple, per la cifra record di 69 milioni di dollari, anche alcuni produttori di vino hanno iniziato a interessarsi all’innovazione che potrebbe dare una svolta alla lotta contro le frodi in campo enologico.

Per approfondimenti: The drinks business, The Verge e PRNewswire


A Bordeaux, in Francia, una Cantina vende “bottiglie di vino digitali” per quasi 400 euro. Ma la rivoluzione è mondiale, in quanto Château Darius sta vendendo online solamente le immagini delle bottiglie di vino per un valore pari a quasi 400 euro sfruttando l’aumento dell’interesse per i “Token non fungibili”, altrimenti noti come NFT. Si tratta di un fenomeno che sta crescendo rapidamente e agisce nell’ambito delle criptovalute, anche se a differenza dei Bitcoin, per esempio, ogni NFT è unico e non intercambiabile. Secondo Flavien Darius Pommier, proprietario di Château Darius, anche queste nuove tecnologie possono innalzare il valore del vino, attirare i giovani clienti e modernizzare l’approccio commerciale delle Cantine salvaguardando al contempo «l’eleganza, il prestigio e la reputazione internazionale» del settore. (The drinks business).

NFT: che cosa sono

La rivista The Verge spiega che un NFT è “un’unità di dati archiviata tramite una tecnologia blockchain, che funziona assicurandone l’autenticità digitale”. In altre parole, lo scopo di un NFT è di fornire e certificare al compratore di un oggetto digitale potenzialmente replicabile all’infinito, la sicurezza che questo non possa essere copiato o appartenuto ad altri.
“Per metterla in termini di collezionismo di arte fisica: chiunque può acquistare una stampa di Monet. Ma solo una persona può possedere l’originale”, si legge sul magazine. Al momento usati soprattutto per vendere arte in formato digitale, gli NFT sembrano quindi rivolti prevalentemente ai collezionisti, ma molti imprenditori stanno scommettendo su questa innovazione anche in altri campi.

E perché possono attrarre anche gli amanti (soprattutto i collezionisti) di vino

Nel mondo enologico Pommier è tra i primi ad aver intrapreso questa nuova strada, anche se il produttore ha affermato che invierà, in modo casuale, alcune bottiglie di vino reali a persone che hanno acquistato gli NFT. La nuova tecnologia potrà quindi fondersi con la vendita di oggetti reali e contribuirà a fornire importanti certificazioni sulla loro autenticità. Gli NFT sono, dunque, in grado di bloccare i tentativi di contraffazione rivoluzionando allo stesso tempo il mondo del collezionismo di vino. L’azienda californiana Skipstone, per esempio, ha messo fisicamente in vendita il Cabernet Sauvignon Oliver’s Blend in una bottiglia da 6 litri contenente un codice QR che la collega a un NFT. In questo caso, l’NFT funge da provenienza digitale per il prodotto fisico stabilendo un processo di autenticazione per tracciare la proprietà della bottiglia e prevenire le frodi (PRNewswire).

Foto di apertura: la vendita di alcuni NFT ha raggiunto livelli record. Tra questi sicuramente l’opera d’arte di Beeple battuta da Christie’s per 69.3 milioni di dollari

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