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La grandine mette a rischio la prossima vendemmia di Chablis

9 Maggio 2024 Matteo Forlì
La grandine mette a rischio la prossima vendemmia di Chablis

Pezzi di ghiaccio grossi come “palle da ping pong” hanno martoriato il 50% dei vigneti di Chardonnay della denominazione il primo maggio. E compromesso tra 80 e 100% del potenziale produttivo di alcune parcelle. Le aree più colpite e le conseguenze per l’annata 2024 sulla stampa estera.

Per approfondimenti: Wine Spectator, Le Figaro, Vitisphere, Terre de Vins, L’Yonne Républicaine

Non ci sarà molto Chablis quest’anno. In una manciata di minuti la violenta grandinata che si è abbattuta sulla regione delle Yonne la sera del primo maggio ha devastato molti vigneti della regione bianchista tra le più celebri al mondo. Secondo i primi consuntivi di Commission Chablis des Bureau interprofessionnel des vins de Bourgogne, l’evento atmosferico ha riguardato circa il 50% dei vigneti della denominazione: pezzi di ghiaccio grossi come palline da ping pong avrebbero distrutto tra l’80 e il 100% delle gemme in alcune delle aree colpite, lasciando ipotizzare gravi conseguenze sul raccolto (Wine Spectator).

Il flagello delle “supercelle”

Secondo Météo-France l’effetto devastante è stato causato dalla presenza contemporanea di tre “supercelle”, il tipo di temporali più grandi e pericolosi, che si sono concentrate nei cieli della regione, provocando la formazione di chicchi di grandine di dimensioni fuori-scala.
«I danni sono stati piuttosto estesi in alcuni villaggi», ha dichiarato Frédéric Gueguen vicepresidente dell’Associazione dei produttori di Chablis al quotidiano francese Le Figaro, sottolineando la fragilità dei giovani tralci di vite e dipingendo fosche prospettive per la prossima vendemmia. Nonostante gli sforzi per mitigare l’impatto con i cannoni antigrandine, la vastità della tempesta ha sopraffatto queste difese, lasciando dietro di sé una scia di rovina e incertezza.

Da Chablis a Fontenay: le zone più colpite

Il sito Vitisphere ha tracciato una mappa delle zone più colpite. Oltre alla stessa Chablis, finita nell’occhio del ciclone, le conseguenze più gravi sono state registrate presso i villaggi La Chapelle-Vaupelteigne e Fontenay-près-Chablis e nei territori circostanti, ma anche i comuni di Lignorelles, La Chapelle-Vaupelteigne, Villy, Maligny e Ligny-le-Châtel non se la passano meglio.
Alcuni appezzamenti sono stati particolarmente danneggiati, soprattutto sulla riva destra del fiume Serein. Nei filari di Grand Cru come Les Preuses e Les Grenouillese e Premier Cru fino al climat Fourchaume si sono accumulati fino a 50 cm di grandine. Seppur in misura minore, anche le zone di Tonnerrois e Épineuil sono state martoriate dalle precipitazioni. Nella Vallée du Grand Bois a Fontenay, il 75% delle viti è stato colpito dalla grandine, mentre a Preuses e altrove non si può far altro che guardare i bastoni spezzati dove non ricrescerà nulla. La situazione sembra ancora più catastrofica a La Chapelle “dove non si vedono più nemmeno le foglie verdi…” è il desolante reportage fatto dal portale Terre de Vins.

Le stime dei viticoltori

Ai viticoltori non è rimasto che fare i conti con lo sciagurato bilancio.
Siti di notizie locali, come L’Yonne Républicaine, hanno raccolto tante voci che parlano di «prospettive desolanti, con proiezioni di perdite significative di viti e raccolti futuri compromessi».
«La grandine ha distrutto tutto, ha devastato buona parte dell’intero vigneto», ha dichiarato Arnaud Nahan, comproprietario del Domaine du Chardonnay a Chablis, stimando che in alcuni punti sia andato perduto il 100% delle viti. «In alcune parcelle, dove i grappoli erano già visibili, non ci sarà nessuna vendemmia nel 2024», gli ha fatto eco Nathalie Fèvre, proprietaria dell’azienda vinicola Nathalie et Gilles Fèvre a Fontenay. E dello stesso tenore sono stati i commenti di altri produttori come Jérôme Giblin, viticoltore del Domaine Saint-Michel di Fontenay: «Sarà una stagione difficile: invece di produrre 50 ettolitri, potremmo farne 15 o 20. La grandine ha calato il sipario su Fontenay e Maligny».

Foto di apertura: tre “supercelle”, il tipo di temporali più grandi e pericolosi, hanno provocato la formazione di chicchi di grandine di dimensioni fuori-scala nello Chablis © D. Valente – Unsplash

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