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La Calabria al Summer Fancy Food Show di New York

8 Luglio 2010 Civiltà del bere
New York - Salse e intingoli, compresi quelli più strani del pianeta, pasta, biscotti, cioccolato, frutta secca, pesce affumicato, formaggi, oli, bibite, liquori, vini. Una tempesta di colori, di profumi, di sensazioni. Un viaggio tra i gusti e i sapori di cinque continenti, sotto le ampie vetrate del Jacob Javits Center, sovrastate dalla sagoma dell’Empire State Building. Si è chiusa a New York la nuova edizione del Summer Fancy Food Show. I numeri sono importanti, considerando peraltro che l’export di prodotti agroalimentari europei e italiani verso il Nord America continua a rivelarsi strategico, soprattutto per il comparto dei vini: 2.550 gli espositori provenienti da 81 Paesi, circa 260.000 le specialità presentate tra food and beverage. Un’occasione unica per incontrare buyer provenienti dal Nuovo Mondo e per partecipare a incontri qualificati. Organizzato dalla Nasft (National Association for the Speciality Food Trade) a partire dal 1955, l’appuntamento con la versione invernale della manifestazione si terrà sulla sponda pacifica, a San Francisco, tra il 16  e il 18 gennaio 2011. Dal prossimo anno la città ospitante d’estate sarà la capitale Washington. La Calabria si è presentata a questo appuntamento con le sue nicchie di eccellenza. Prodotti particolari, unici, antichi, che parlano di territorio, che raccontano culture millenarie, per non rischiare di rimanere anonimi nell’ambito di un’offerta così ampia, variegata e dispersiva. La Colacino Wines di Rogliano (Cosenza) ha rilanciato un vino rosso che ha radici profonde: il Britto, un Savuto Superiore Doc. Massima espressione di un paziente lavoro di recupero di vitigni autoctoni, il Britto nasce dall’utilizzazione di quattro varietà tradizionali: Arvino (un clone del più noto Gaglioppo), presente al 40%, Greco nero, Nerello Cappuccio e Magliocco Canino egualmente impiegati in una percentuale del 20. Le viti vengono allevate tutte ad alberello, metodo non adatto alla meccanizzazione e che quindi richiede maggiore presenza dell’uomo. La vinificazione è separata, per cui siamo di fronte a un blend, e poco meno della metà dell’assemblaggio viene maturata in barriques di primo passaggio, per circa sei mesi. Affinamento in bottiglia per 120 giorni. Mauro Colacino, titolare della Cantina, ci ha detto: «Voglio continuare a lavorare su prodotti unici, inconfondibili, capaci di esprimere le caratteristiche del territorio da cui nascono, che abbiano un’anima e una personalità definita, che possano parlare del sole, dell’aria pulita, del clima straordinario della Calabria». E proprio in tema di recupero di identità storiche e culturali, le Distillerie Caffo, di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, a New York hanno parlato dell’elisir Arabesh, primo prodotto che, ispirandosi a un’antica ricetta arbereshe, è dedicato alla minoranza etnico-linguistica albanese. Nuccio Caffo, titolare dell’azienda che ha conquistato da tempo il mercato americano, ci ha spiegato: «Arabesh è un liquore ottimo da gustare liscio, o da miscelare in eclettici cocktails, ma lo consiglio anche per aggiungere profumi e sapori raffinati ai gelati, alla frutta, ai dolci. Tra le numerose erbe e spezie utilizzate, posso ricordare cannella, chiodi di garofano, noce moscata, fieno greco, mirra, zafferano». Gli Albanesi giunsero nell’Italia meridionale, fondando molte comunità anche in Calabria, a partire dal XV secolo, a seguito della progressiva e travolgente conquista turca dell’Impero di Bisanzio. L’identità culturale e la lingua arbereshe si sono mantenute intatte fino ai giorni nostri e possono rivivere anche grazie all’enogastronomia. Un ottimo vino, un liquore, un prodotto tipico ci aiutano a essere noi stessi nel mondo globale, di cui la Grande Mela è il simbolo più evidente.

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