Dal mondo Dal mondo Emanuele Pellucci

Kyoho, il vitigno più diffuso al mondo

Kyoho, il vitigno più diffuso al mondo

L’uva Kyoho questa sconosciuta. Quanti sono nel mondo gli addetti ai lavori che sono a conoscenza di questa varietà? Crediamo ben pochi. Eppure quest’uva vanta la superficie piantata più vasta dei cinque continenti: 365 mila ettari. Ad affermarlo è un recente rapporto, aggiornato all’anno 2015, pubblicato dall’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv) sulla distribuzione delle varietà di vite. Delle circa 10 mila varietà di vite conosciute nel mondo, 13 coprono più di un terzo della superficie mondiale delle vigne e 33 esauriscono il 50%.

Un’uva da tavola diffusissima in Cina

Ebbene, a guidare la classifica, dove ai primi posti figurano naturalmente le varietà internazionali più note, troviamo appunto l’uva Kyoho, utilizzata principalmente come uva da tavola e il cui succo è apprezzato per la preparazione dei cocktail. Prodotta per la prima volta in Giappone nel 1937, quest’uva è un incrocio simile ad una Concordia (vitis vinifera e vitis labrusca) tra i vitigni Ishiharawase e Centennial. Gli acini sono viola-neri, con semi grandi amari, ma la polpa è succosa, con un alto contenuto zuccherino e leggera acidità. L’attuale nome data dal 1946. È diffusa soprattutto in Cina (più del 90% con un trend positivo), ma si trova anche in Giappone, Taiwan e Corea e, in minima, parte perfino in California e in Cile.

succo di frutta da uva Kyoho

Sul podio anche Cabernet Sauvignon e uva Sultanina

La seconda varietà più coltivata è il Cabernet Sauvignon (336 mila ettari), che occupa però il primo posto tra le uve da vino, e al terzo la Sultanina (273 mila), anch’essa uva da tavola, che precede di poco il Merlot (268 mila). Seguono nell’ordine due varietà tipicamente spagnole, come Tempranillo (231 mila) e Airén (218 mila). Poi Chardonnay (210 mila), Syrah (190 mila), Red Globe (altra uva da tavola con 159 mila ettari), Garnacha tinta/Grenache noir (163 mila), Sauvignon blanc (123 mila), Pinot noir (112 mila) e Trebbiano toscano/Ugni blanc (111 mila).

Airén primo fra i bianchi da vino

In questa lista delle prime 13 varietà coltivate nel mondo l’Airén mantiene tuttora il primato tra le varietà a bacca bianca destinate alla vinificazione. È però anche l’unica che rispetto alle altre ha un trend negativo d’impianto. Molti ettari sono stati distrutti e non sostituiti con nuovi impianti. Tra l’altro questa varietà, che è sempre stata il fiore all’occhiello della Mancha, anche per un altro anno non beneficerà dei contributi alla ristrutturazione delle superficie vitate. Da qui il timore in Spagna che entro 10anni l’Airén potrebbe non essere più il vitigno a bacca bianca più piantata del mondo. Di conseguenza si sta già ipotizzando di riconvertire parte dei vigneti, specie nella Mancha, con altre varietà più conosciute e con vini più riconosciuti a livello internazionale.

Trebbiano toscano primo fra gli italiani

Per quanto riguarda le varietà italiane, oltre al Trebbiano toscano il rapporto dell’Oiv segnala tra i più diffusi Sangiovese, Pinot grigio, Primitivo, Montepulciano e Glera.

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© Riproduzione riservata - 18/04/2018

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