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In Veneto focus sul Manzoni bianco

20 Luglio 2010 Monica Sommacampagna
Manzoni bianco: come viene percepito dalle aziende venete e quali sono le opportunità per valorizzarlo? Una serie di interessanti risposte è stata fornita dall’indagine del team del professor Vasco Boatto della facoltà di Agraria dell’Università di Padova, e presentata da Federica Bianchin a fine giugno alla Scuola enologica di Conegliano (Treviso). Sotto la lente 44 aziende vitivinicole nelle zone del Piave Doc, dell’Asolo Docg e di Conegliano Valdobbiadene che nel 2010 hanno risposto a un questionario e ad alcune interviste. In particolare, il 48,8% del campione considerato ha una produzione di vini inferiore ai 5 mila ettolitri annui, mentre il 23,3% spazia tra i 5 mila e i 15 mila; il fatturato della maggioranza, il 34,3%, è compreso tra 1 milione e 5 milioni di euro, solo il 2,9% supera i 20 milioni. Cosa è emerso? In base ai dati relativi al Manzoni bianco prodotto nel 2008, ben 40 aziende hanno realizzato vino per una produzione Igt, solo 4 per la Doc Colli di Conegliano. Il 70% del campione intervistato due anni fa ne ha prodotto dai 10 ai 200 ettolitri annui. Treviso è la città in testa al mercato veneto (60,2%), seguita a grande distanza da Venezia (13,6%); a livello nazionale il Manzoni bianco viene commercializzato per il 77,4% nel Nordest. Il formato predominante è la bottiglia da 0,75 litri (63,14%); la versione tranquilla di questo vino nel 36,8% dei casi viene venduta direttamente presso le aziende a un prezzo che arriva fino ai 3 euro. Quali i punti di forza? Le Case vinicole sono fermamente convinte della sua qualità (88,6%) e del suo prezzo accattivante (59,1%), ma non nascondono di vedere difficoltà a comunicarlo (61,4%). Il vino prodotto è inoltre poco (34,1%) e viene considerato impegnativo (25%). Come valorizzarlo? È proprio qui che occorre unire gli sforzi non solo dei produttori che credono nel Manzoni bianco ma anche da parte di enti e consorzi. Tra le proposte, l’esigenza di attivare una comunicazione extraregionale ed extranazionale mentre altri hanno sottolineato che bisogna puntare su visite aziendali o su una rete distributiva apposita. Quello che ha messo tutti d’accordo è il fatto di utilizzare un nome univoco per questo vino, ricercando la tipologia di Manzoni bianco che ne valorizza al meglio le caratteristiche.

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