Scienze

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In Valtellina si pota alla “Simonit & Sirch”

22 Febbraio 2011 Jessica Bordoni
Il Consorzio tutela Vini di Valtellina e la Scuola italiana di potatura della vite in partnership per la salvaguardia e il potenziamento dei vigneti valtellinesi. Lo scorso 27 gennaio a Sondrio si è tenuta la prima lezione del corso formativo sul metodo di potatura delle viti messo a punto da Marco Simonit e Pierpaolo Sirch. Le aziende associate al Consorzio che hanno deciso di aderire al progetto pilota sono 11, per un totale di 12 cantieri di sperimentazione che coprono tutte le sottozone della denominazione Valtellina. In quest’area, i vigneti sono coltivati per lo più con il metodo tradizionale ad archetto, la cui debolezza è il forte dispendio in termini di ore/ettaro per la lavorazione; a essi si aggiungono alcuni nuovi impianti potati per lo più a Guyot, che assicurano una distribuzione della vegetazione e della fascia produttiva più omogenee, sono più facili da potare e permettono di ottenere uve di qualità ma riducono le potenzialità della pianta in termini di longevità. Il metodo di potatura Simonit & Sirch si propone di lavorare sia sui nuovi impianti di Guyot, cercando di rendere le viti più sane e allungando così il loro ciclo di vita, sia sui vecchi impianti ad archetto, potandoli a Guyot ma senza comprometterne l’invecchiamento. «Il metodo adottato è apparentemente semplice ma niente affatto intuitivo», dicono dal Consorzio di tutela Vini di Valtellina. «Nessuno si improvvisi da solo, adottandolo senza un’adeguata formazione. L’obiettivo è pertanto quello di istituire una Scuola di potatura in provincia di Sondrio».

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