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Il ritorno alle radici di Marianna Velenosi

4 Novembre 2019 Civiltà del bere
Il ritorno alle radici di Marianna Velenosi

La figlia di Angela ed Ercole, fondatori della Cantina di Ascoli Piceno, entra ufficialmente in azienda dopo gli studi bocconiani e l’esperienza di tre anni in Svizzera. Marianna Velenosi si occuperà di marketing, comunicazione e controllo di gestione. Tra gli obiettivi c’è anche il potenziamento del comparto digital.

“Vi sono due cose durevoli che possiamo sperare di lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali”. Questo antico proverbio cinese ben si addice alla produttrice Angela Velenosi e a sua figlia Marianna, in questi mesi protagoniste di un importante passaggio generazionale destinato a imprimere una profonda svolta all’attività della Cantina Velenosi di Ascoli Piceno, marchio simbolo dell’enologia marchigiana apprezzato in tutto il mondo.

La laurea in Economia aziendale alla Bocconi

Per raccontare questa storia, familiare e umana prima ancora che aziendale, bisogna risalire al 2012. Pochi mesi dopo essersi diplomata al liceo linguistico di Ascoli Piceno, Marianna Velenosi riceve la lettera di ammissione all’Università Bocconi di Milano. E così, dopo aver ponderato bene la scelta, Marianna decide di accantonare la sua propensione per le lingue e le letterature straniere per abbracciare un percorso di studi decisamente più pragmatico. In pochi mesi la sua vita viene completamente rivoluzionata: dalle Marche si trasferisce nel capoluogo lombardo per iniziare la sua avventura da matricola fuori sede. La determinazione e la tenacia non le mancano. Nel novembre 2015, si laurea in Economia aziendale, con specializzazione in Marketing management, trovando anche il tempo per diplomarsi sommelier Ais.

L’esperienza in Svizzera e il richiamo delle Marche

«Dopo l’università, iniziai subito a lavorare presso Nicolas Suisse, una rinomata catena di distribuzione di vini e generi alimentari con sede a Ginevra. Da Milano mi trasferii in Svizzera per seguire gli store del gruppo. Entrai come stagista e tre anni dopo ero a capo del marketing e delle risorse umane. Un ruolo di alto profilo e grande responsabilità che mi ha permesso di comprendere da vicino le dinamiche legate alle vendite e alle strategie di mercato, ma soprattutto di mettermi in gioco a 360° a livello professionale». In questi anni di distanza dalle Marche, però, l’amore per la sua terra resta forte, così come il richiamo di casa. E così, verso la fine del 2018, durante una telefonata, Marianna non riesce a trattenere una domanda. «Chiamai mia madre e la presi decisamente in contropiede; le chiesi se dopo le feste avrei potuto rimanere ad Ascoli Piceno ed entrare ufficialmente in azienda. Era arrivato il momento di tornare alle mie colline, tra i vigneti in cui sono cresciuta».

Due generazioni che lavoreranno fianco a fianco

Così, dopo 35 anni dalla fondazione aziendale, nel 2019 la Casa vinicola Velenosi è pronta ad accogliere la seconda generazione di famiglia. Non si tratta di un passaggio di consegne: i fondatori e genitori restano saldi al comando aziendale; Angela Velenosi nel ruolo di direttrice generale ed Ercole Velenosi come responsabile della cantina e del punto vendita. Marianna, dopo la fase iniziale di inserimento, sarà chiamata a ricoprire la carica di responsabile marketing, comunicazione e controllo di gestione.

Un momento della vendemmia di Velenosi

Il primo obiettivo è la ricerca di una migliore efficienza

L’esperienza fatta sul campo nel gruppo Nicolas Suisse e la formazione bocconiana sono destinate a giocare un ruolo importante nell’impostazione che Marianna Velenosi intende imprimere all’azienda di famiglia. «Credo che il mondo vinicolo italiano nel suo complesso punti molto sull’intuizione imprenditoriale, mentre a mio avviso è necessaria una base numerica più solida. Il mio più grande contributo sarà quello di bilanciare la spinta allo sviluppo di nuovi mercati e di nuovi prodotti con una maggiore ricerca dell’efficienza. Sarà fondamentale creare delle basi statistiche che supportino ogni processo decisionale. Controllo di gestione, budgeting, analisi dei dati storici, migliore utilizzo del CRM (ovvero Customer Relationship Managament) sono solo alcuni dei punti rilevanti che stiamo affrontando in azienda, affinché le energie commerciali siano focalizzate sui mercati e sugli eventi più meritevoli e proficui».

Bisogna puntare sul digital

Ma questa è solo la prima sfida per Marianna. «A seguire vorrei occuparmi principalmente di marketing. Vorrei concentrarmi in particolar modo sul mondo digital, che oggi ritengo sia ancora piuttosto “snobbato” da molti produttori vinicoli italiani, mentre merita attenzioni ed è destinato ad occupare sempre più spazio in futuro».

Forse presto tutta la famiglia lavorerà insieme

Classe 1993, Marianna è la secondogenita di Angela ed Ercole Velenosi. «Mio fratello Matteo, che ha 31 anni, si è laureato in Tecnologie alimentari alla Università di Viterbo e ha conseguito una specializzazione in Enologia e viticoltura a Conegliano Veneto. Ora è impegnato in un dottorato di ricerca in Agricoltura, biodiversità e ambiente all’Università di Bari in collaborazione con il Crea-Ve». Chissà se anche lui, alla fine del percorso accademico, sceglierà di tornare alle radici, dopo aver messo le ali.

Un grappolo di Montepulciano

35 anni di successi per la Cantina Velenosi

La Casa vinicola Velenosi nasce nel 1984 per volere di Angela ed Ercole Velenosi. Il loro grande sogno è quello di racchiudere nel calice i profumi e i sapori unici del loro amato Piceno, coniugando le antiche tradizioni artigianali con le tecnologie di ultima generazione per offrire vini eccellenti sotto il profilo qualitativo nel massimo rispetto dell’ambiente. Nel corso di questi 35 anni, grazie all’impegno e alla dedizione dei titolari e di tutto lo staff, Velenosi ha saputo trasformarsi da piccola azienda in Cantina portabandiera delle Marche e del made in Italy enologico nel mondo. Oggi la superficie vitata si aggira su circa 200 ettari e la produzione si attesta sulle 2.500.000 bottiglie, apprezzate in oltre 70 mercati tra cui Stati Uniti, Nord Europa e Asia.

La scommessa abruzzese

Tra le numerose etichette che ogni anno ricevono prestigiosi riconoscimenti dalla critica internazionale c’è il Roggio del Filare, Rosso Piceno Superiore Doc, un rosso armonico e strutturato che unisce le due uve simbolo del territorio, il Montepulciano e il Sangiovese. Da ricordare anche Solestà, Rosso Piceno Superiore Doc, lanciato nel 2018 in occasione dei 50 anni della denominazione. Tra le sfide più recenti della Cantina c’è Prope, una linea di cinque vini – che comprende Montepulciano, Cerasuolo d’Abruzzo e i bianchi Passerina, Pecorino e Trebbiano – che nascono sulle colline di Controguerra, nel Teramano, segnando l’ampliamento del raggio di azione al vicino Abruzzo, la regione originaria di Angela Velenosi.

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 5/2019 . Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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