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Il futuro di Tenuta di Trinoro e Passopisciaro

3 Marzo 2022 Jessica Bordoni

Dopo la scomparsa del visionario Andrea Franchetti, per Tenuta di Trinoro e Passopisciaro è cominciato un nuovo ciclo. La parola d’ordine è continuità, nel rispetto della visione del fondatore. Come spiega il figlio Benjamin: «I vini immaginati e creati da mio padre hanno vita propria, un’identità che trascende l’artefice».

Sulla figura di Andrea Franchetti negli ultimi tre mesi sono stati giustamente scritti molti articoli di commemorazione. La sua prematura scomparsa, lo scorso 5 dicembre, ha lasciato un grande vuoto in chi lo conosceva e nel mondo della viticoltura italiana tutta.

Le sue creature: Tenuta di Trinoro e Passopisciaro

Imprenditore illuminato e visionario, negli anni Novanta abbandona l’attività di distributore di vino a New York per fondare la Tenuta di Trinoro, cantina-gioiello in Val d’Orcia scolpita sul modello di Pomerol, ma capace ben presto di trovare una via tutta sua – toscana e territoriale – all’eleganza d’ispirazione bordolese. Il 2000 segna lo sbarco in Sicilia per il progetto Passopisciaro sull’Etna, all’epoca comprensorio ignoto ai più enologicamente parlando. Andrea Franchetti è considerato tra i pionieri della produzione ai piedi del Vulcano, nonché inventore della manifestazione di riferimento Le Contrade dell’Etna.

Nel segno della continuità

Tenuta di Trinoro e Passopisciaro sono due aziende molto diverse fra loro e per certi aspetti complementari; grazie all’intuito del loro vigneron sognatore sono diventate punti di riferimento per il territorio, forti dei massimi riconoscimenti della critica internazionale. Ora che il fondatore non c’è più, viene naturale interrogarsi sul loro destino. La parola d’ordine, per la famiglia e il team aziendale, è senza dubbio continuità. L’attività prosegue nel solco tracciato in oltre 30 anni di lavoro. Intorno a sé, infatti, Andrea Franchetti aveva costruito una squadra competente e affiatata, dando spazio e fiducia ai giovani in un clima di apertura e confronto.

Gli uomini chiave in Toscana e sull’Etna

In particolare in Val d’Orcia le figure di riferimento sono l’enologo Lorenzo Fornaini e il direttore-enologo Calogero Portannese, entrambi trentenni. L’ultimo imbottigliamento del vino icona aziendale Tenuta di Trinoro (l’annata 2019 oggi sul mercato) ha meritato i 100/100 da parte di Wine Advocate. Sull’Etna, a Passopisciaro, l’uomo chiave è da sempre il direttore-enologo Vincenzo Lo Mauro, che condiviso fin dagli esordi la filosofia delle contrade portata avanti da Andrea Franchetti.

Alla guida il figlio Benjamin Franchetti

«Il nostro compito, in Toscana come in Sicilia, è quello di mantenere viva l’espressione unica dei vigneti delle proprietà e continuare a tradurre questi territori nei magnifici vini che generano». Sono le parole di Benjamin Franchetti, figlio di Andrea, che lavora in azienda dal 2016 e ora ne ha preso la guida. «I vini immaginati e creati da mio padre hanno vita propria, un’identità che trascende l’artefice». Andrea Franchetti non ha mai voluto anteporre il suo nome e la sua personalità, bensì quello delle sue tenute e dei vini. A renderlo protagonista sono stati soprattutto gli altri, i tanti che lo hanno conosciuto e ne hanno compreso la grandezza.

Sguardo al futuro

Tra le novità per il futuro, c’è la decisione (maturata già dallo stesso Andrea Franchetti) di allungare di un anno la permanenza in bottiglia del Tenuta di Trinoro, il “vino perpetuo dell’azienda”, sintesi perfetta della filosofia del suo produttore. La vendemmia 2020 non sarà quindi disponibile quest’anno ma uscirà nel 2023. Tra gli impegni della nuova generazione, anche i lavori di risistemazione delle cantine con la costruzione di nuovi spazi adibiti all’accoglienza e ai wine tasting.

Foto di apertura: da sinistra Calogero Portannese, Benjamin Franchetti, Lorenzo Fornaini e Vincenzo Lo Mauro

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