Senza confini Senza confini Anita Franzon

Il caldo infuoca l’Europa: le conseguenze sulla viticoltura

Il caldo infuoca l’Europa: le conseguenze sulla viticoltura

L’ondata di caldo che sta attraversando l’Europa fa preoccupare tutti. Le conseguenze delle temperature da record associate a mesi di siccità e venti caldi stanno alimentando disastrosi incendi tra Portogallo, Spagna e Francia. Anche se, almeno finora, i vigneti sono stati risparmiati dal fuoco e dal fumo, le ripercussioni di questa estate rovente si faranno sentire a lungo nel settore vitivinicolo.

Per approfondimenti: RFI, Le Parisien, ABC News, Vitisphere, The drinks business, BBC, Los Angeles Times, BBC, CNBC e DailyMail

L’Europa sudoccidentale brucia e le fiamme minacciano le principali regioni del vino. Il dipartimento della Gironda, nei pressi della città di Bordeaux, risulta il più colpito con 7.300 ettari di foresta (ma secondo più recenti stime sarebbero già 10mila) andati in fumo. Quasi 11mila persone tra residenti e turisti sono state evacuate. Per più giorni, oltre mille vigili del fuoco hanno tentato di domare gli incendi (RFI e Le Parisien). Ma i numeri cambiano continuamente, dato che nuove fiamme divampano senza dare tregua ai soccorritori.

In Francia l’incendio sfiora, risparmiandolo, il vigneto bordolese

Nelle regioni del Sud della Francia il termometro che raggiunge i 40 °C non rappresenta più una novità, ma “le condizioni meteorologiche avverse hanno ostacolato gli sforzi di contenimento degli incendi boschivi”, si legge su ABC News. Le fiamme hanno finora risparmiato i vigneti di Bordeaux e il vento che soffiava verso Ovest in direzione dell’Oceano ha tenuto il fumo lontano dalle viti; tra i viticoltori la paura è, però, ancora tanta. «Dall’inizio dell’anno abbiamo subito tutti i possibili effetti del cambiamento climatico. L’ondata di caldo invernale, le gelate primaverili, poi la grandine… e ora anche gli incendi!» afferma Loïc Pasquet, proprietario della Tenuta Liber Pater nel comune di Landiras, nelle Graves (Vitisphere).

Le regioni francesi stavano ancora contando i danni delle grandinate

Dieci giorni di grandine nella seconda metà di giugno hanno infatti danneggiato 30mila ettari di vigneto in diverse aree della Francia. Nella Gironda, la stessa regione che ora è devastata dagli incendi, sono almeno 10mila gli ettari gravemente danneggiati: alcuni produttori subiranno una perdita superiore al 70%. La grandine ha anche devastato le campagne intorno a Cognac con danni in 170 località su 13.500 ettari: la regione ha perso il 15% del suo potenziale produttivo in due giorni. Viaggiando verso Est si arriva nel Beaujolais, dove la tempesta ha colpito quattro volte nel giro di pochi giorni: qui le perdite vanno dal 30 all’80% in un raggio di 20 km. Danni anche in Champagne e Occitania (The drinks business).

La situazione in Spagna e in Portogallo è critica

Un incendio nella regione spagnola dell’Estremadura ha devastato altre migliaia di ettari di terreno e, in generale, dall’inizio dell’anno al 3 luglio, in Spagna sono bruciati più di 70.300 ettari di foreste: quasi il doppio della media degli ultimi 10 anni. Nel nord del Portogallo, dove il termometro ha toccato i 47 °C (un record per luglio), oltre 2mila vigili del fuoco hanno cercato di domare decine di fuochi, molti dei quali risultano dolosi. Qui un pilota è deceduto dopo che con il suo aereo antincendio si è schiantato al suolo durante un’operazione nel Nord-Est del Paese. La situazione è dunque critica e coinvolge anche altri Paesi produttori di vino affacciati sul Mediterraneo, tra cui Croazia e Grecia (BBC).

Cosa sta succedendo e perché è importante parlarne

Le aree più calde del pianeta sono abituate ad affrontare la stagione di fuoco, che quest’anno è però iniziata prima del solito minacciando di fare danni ancora più grandi. Le cause sono da ricercare nella primavera calda ed eccezionalmente secca. Le ondate di calore come quella in corso sono, inoltre, più frequenti, più intense e durano più a lungo. Si tratta dei segnali di un riscaldamento globale ormai innegabile: «Il cambiamento climatico uccide. Uccide le persone, uccide il nostro ecosistema e la biodiversità», ha detto il Primo Ministro spagnolo Pedro Sànchez riferendosi alla morte di due persone a causa degli incendi divampati nel Paese (Los Angeles Times).

In Gran Bretagna, per la prima volta nella storia, scatta l’emergenza caldo

Anche in Gran Bretagna sono attese da giorni temperature di oltre 40 °C, un numero che batterebbe il record di 38,7°C registrato nel 2019 a Cambridge. Quello scattato alla fine della scorsa settimana è il primo avviso per il caldo estremo nella storia della Gran Bretagna, un Paese dove nessuno è abituato a tali temperature. Gli inglesi sono stati invitati a rimanere in casa e a evitare viaggi non necessari. Sta inoltre facendo il giro del mondo la foto di un agente di polizia che offre da bere a una guardia vestita con tanto di tradizionale colbacco in vera pelle d’orso bruno canadese fuori da Buckingham Palace (BBC e CNBC).

Buone notizie per il vino inglese

“A mano a mano che il tempo migliora – un modo molto inglese per dire che il cambiamento climatico è un disastro – in Gran Bretagna verrà prodotto sempre più vino”, scrive il DailyMail. Il settore degli spumanti inglesi è infatti cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni e la viticoltura ha in generale visto un aumento del +400% tra il 2004 e il 2021, da 761 a 3.800 ettari. Con temperature più calde e per un prolungato periodo di tempo si potranno cominciare a piantare nuovi vitigni finora adatti ad aree con un clima più mite e produrre buoni vini fermi. Secondo gli esperti, nel giro di pochi anni il clima del Sud dell’isola (in particolare in contee come Sussex, Hampshire e Kent) sarà simile a quello dell’Europa continentale: si verificheranno così condizioni perfette per una vitivinicoltura di qualità.

Foto di apertura: le temperature da record e dei mesi di siccità stanno alimentando disastrosi incendi tra Portogallo, Spagna e Francia © Z. Tasi


© Riproduzione riservata - 20/07/2022

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