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Il Bosco – Zonin: passione blanc de noir

15 Novembre 2009 Roger Sesto
Domenico Zonin tiene a illustrarci i motivi per cui la Tenuta Il Bosco a Zenevredo (Pavia) ha da sempre deciso di puntare sul Pinot nero spumante: «L’Oltrepò è una delle zone più vaste del mondo per la coltivazione di questo vitigno da destinare allo spumante oltre che l’area più antica d’Italia: già dalla metà dell’Ottocento alcune aziende oltrepadane ambivano a produrre Champagne (all’epoca era possibile chiamarlo così, nda); per esempio nel 1865 Montelio e Vistarino addirittura lo esportavano negli Stati Uniti». Gli chiediamo se l’amore verso questa tipologia sia solo filologico. Ci risponde: «Non solo. Anche organolettico! Il vino spumante che si ottiene è più austero rispetto alle altre bollicine, oltre ad aver bisogno di affinamenti più lunghi per dare il meglio di sé: dopo anni sur lies il bouquet si fa complesso, con profumi che spaziano dalla pasticceria all’anice, dai fiori bianchi agli agrumi, sino a frutta candita, secca, erbe aromatiche e spezie, mentre la beva diventa sorprendentemente elegante, con grande equilibrio fra acidità e sapidità». Domandiamo quali siano le annate de Il Bosco Brut in commercio o reperibili che più stanno dando soddisfazione. E ci dice: «La 1994 la consideriamo una fra le più grandi annate targate Zonin in Oltrepò. Ancora oggi del tutto giovanile e vitale, per certi versi anche più dei millesimi successivi. Nel 1997 e nel 2003 vi è stata l’aggiunta di un 20% di Chardonnay, fermentato in barrique nel primo caso per ricercare maggior complessità, in acciaio nel secondo a beneficio di freschezza e finezza».

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