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I vulcanici di Inama, diverse accordature

9 Novembre 2020 Alessandro Torcoli

Abbiamo assaggiato tre declinazioni di Soave di Inama, uno dei maggiori interpreti della denominazione. Dalla versione “storica” (Vigneti di Foscarino) a quella minimalista (Vigneti di Carbonare), passando per la barocca (Vigneto du Lot).

Inama uguale Soave Classico, da oltre cinquant’anni. Ora è in campo la terza generazione: Matteo, Alessio e Luca, che hanno ereditato la profonda conoscenza dei suoli vulcanici e che hanno accelerato sulla strada della ricerca di un equilibrio naturale e di incremento della biodiversità. Dal 2003 hanno abbandonato qualsiasi forma di diserbo e concimazione chimica.

Macerazioni sulle bucce fino a 12 ore

Le basse rese, l’agricoltura biologica, l’ecosistema vivo hanno portato le vigne in una condizione di grande equilibrio; gli acini hanno buccia più spessa e ricca di aromi. Per questo, i bianchi di Inama possono permettersi macerazioni sulle bucce fino a 12 ore, arricchendo il vino di sfumature.

La degustazione

Abbiamo assaggiato tre Soave Classico di stile ben diverso e delineato, con la nota comune dei suoli vulcanici, che a tutti conferiscono tensione e intensità. Per il resto, tre storie diverse.

Vigneti di Foscarino

È l’interpretazione del Soave Classico che guarda alla storia, “un Soave all’antica, come probabilmente ai tempi dei Romani, vecchie vigne rivolte a est, vecchie botti ed enologia minimalista”. Ottenuto da viti ultraquarantenni, raccolte in diversi appezzamenti il loco, le uve macerano sulle bucce per 8-12 ore, la fermentazione si svolge in barrique non nuove, con batonnage di sei mesi. È ampio al naso, con le tipiche note identitarie di camomilla, sambuco, polpa bianca. Al palato è teso ma carnoso, promettente anche sul lungo termine, ricco di sensazioni e sfumature.

Vigneto du Lot

È un cru in senso stretto, le uve raggiungono un’ottima concentrazione. Dopo una macerazione pellicolare di 4-8 ore, pressatura e decantazione del mosto a freddo per 12 ore, si passa alla fermentazione in barrique nuove al 30% e, successivamente, batonnage ogni sei settimane per sei mesi. È il Soave “barocco” di Inama, con naso intenso e ricco che varia tocca note di miele e di fiori dolci di campo: camomilla, sambuco, iris. In bocca è grasso e ampio con sensazioni di frutta matura, anche tropicale.

Vigneti di Carbonare

Le uve provengono dai vigneti collinari, di proprietà, in località Carbonare. Dopo la diraspatura dell’uva e la pigiatura gli acini macerano sulle bucce per quattro ore. Fermentazione e affinamento si svolgono in vasi di acciaio per 12 mesi. È la versione “minimalista” e verticale, con una spiccata acidità, intense note aromatiche, anche di fiori di campo, ma è soprattutto agrumato. Sapido e persistente sul finale. Il mio preferito, per quanto possa interessare.

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