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Heunisch, Blauer Arbst & co: i vitigni rari della Germania

21 Febbraio 2022 Civiltà del bere Germania

Negli ultimi anni si assiste a un attento lavoro di recupero delle varietà minori della Germania da parte degli istituti di ricerca del Paese. Alcune di queste, come Gänsfüsser e Tauberschwarz, potrebbero rivelarsi utili nel nuovo contesto di global warming. Altre, come Heunisch e Blauer Arbst, sono imparentate con Riesling e Pinot noir. Conosciamole più da vicino.

Heunisch, Gänsfüsser, Blauer Arbst… parliamo di vitigni storici che fino a pochi anni fa erano praticamente scomparsi dai vigneti tedeschi. In passato si trovavano spesso accanto ad altre varietà nella stessa vigna, nel cosiddetto “Gemischter Satz”, la viticoltura promiscua, ma a partire dalla seconda metà dell’Ottocento furono sostituite da altre uve come Riesling, Silvaner o Müller Thurgau.

Nel posto sbagliato al momento sbagliato

I motivi che ne hanno quasi causato l’estinzione sono molteplici e non sono ancora stati del tutto chiariti. Certo è che, raramente, questi vitigni furono estirpati per un loro intrinseco deficit qualitativo. Probabilmente si trovavano solo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ciò che agli albori della viticoltura ed enologia moderna poteva sembrare un difetto, oggi spesso non presenta più nessuna particolare difficoltà in vigna o cantina. Ulrich Martin, titolare di un vivaio nel Rheinhessen e da anni impegnato nel loro recupero, pensa che le varietà antiche siano state vittime della filosofia produttiva del primo dopoguerra che puntava a «vitigni stabilmente produttivi e di facile gestione agronomica» per sopperire alle carenze alimentari.

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