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Gli italiani spenderanno 70 milioni in più per il vino per l’aumento dell’IVA. Lo dice Confagricoltura

9 Settembre 2011 Monica Sommacampagna
La nuova manovra economica, che porterà l’IVA al 21%, fa temere nuovi oneri per il comparto vitivinicolo. Confagricoltura, in particolare, paventa danni ai consumi interni di vino, già in calo, e fornisce una cifra indicativa: una “spesa” extra per gli italiani di 70 milioni di euro. «Considerato che il valore del mercato del vino è di circa 7,2 miliardi di euro», precisa l’organizzazione di imprenditori agricoli, «l’impatto dell’aumento dell’Iva di un punto percentuale comporterebbe una maggiore spesa per i consumatori di 70 milioni di euro». I dati sul consumo procapite a cui fa riferimento l’ente sono i 43 litri di oggi contro i 47 del 2007. Le previsioni per il 2015 sono di 40 litri, stima avvalorata anche da Assoenologi nella presentazione dei dati sulla vendemmia 2011 lo scorso 4 settembre a VinoVip. Confagricoltura parla di normative spesso penalizzanti pur se positive negli intenti. Le politiche antialcol ne sarebbero un esempio: se da una parte hanno stimolato a un consumo responsabile, dall’altra l’ente afferma che il loro impatto ha portato il  7% degli italiani a sostituire i vini con altre bevande a minor contenuto alcolico. In ogni caso la fotografia del consumo di vino oggi fornita da Confagricoltura è questa: le famiglie italiane che lo acquistano spendono circa 30 euro al mese. Il tutto nel contesto di un comparto che rappresenta la prima voce dell’export italiano con 3,5 miliardi di euro e con un fatturato annuo di 13,5 miliardi di euro e che impiega 1,2 milioni di persone, con un incremento del 50% negli ultimi dieci anni.

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