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Gli altri spumanti: la Puglia brinda in rosé

26 Ottobre 2020 Adele Granieri
Gli altri spumanti: la Puglia brinda in rosé

Negroamaro e Susumaniello sul solco della vocazione cromatica regionale. Ma anche versioni che esaltano Bombino bianco e Falanghina. Dalla Daunia al Salento, prosegue il nostro viaggio alla ricerca delle bollicine più originali.

La Puglia contemporanea punta sulle bollicine e lo spumante ottenuto da vitigni autoctoni seduce sempre di più i consumatori. Ogni anno circa 300 mila bottiglie di spumante Metodo Classico e circa 3 milioni di Metodo Charmat sono prodotti nella regione ed è sempre più cospicuo il numero di aziende che cominciano a cimentarsi nella spumantizzazione.

d’Araprì è tra le pochissime Cantine pugliesi a fare Metodo Classico

L’apripista d’Araprì

A gettare le basi per la nascita della spumantistica pugliese è stata la cantina d’Araprì di San Severo, che ha sdoganato il Metodo Classico con vitigni diversi, puntando soprattutto sul Bombino bianco, vitigno tipico della zona che ha contribuito al San Severo, prima Doc di Puglia. Tra le pochissime realtà pugliesi a produrre esclusivamente spumanti da Metodo Classico, d’Araprì è stata fondata da tre amici, Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore, nel 1979. Il Metodo Classico Brut Grand Cuvée XXI Secolo, prodotto solo nelle annate migliori da uve Bombino bianco, Pinot nero e Montepulciano, è un vino di grande complessità espressiva, che affina minimo 60 mesi sui lieviti: si apre con sentori agrumati, per poi lasciare spazio a richiami di nocciola tostata e pan brioche, fino toccare note più scure, di erbe officinali, che si ritrovano al sorso, cremoso, verticale e pieno.

Gianfranco Fino

Le bollicine dedicate da Gianfranco Fino alla moglie

Dedicato da Gianfranco Fino alla moglie, di cui porta il nome, il Simona Natale Rosé Dosaggio Zero è un millesimato da uve Negroamaro provenienti dagli splendidi vigneti di Manduria. Vinificato con fermentazione in barrique di rovere francese con affinamento di 7 mesi, e rifermentazione in bottiglia per almeno 36 mesi, è un vino dalle sfumature corallo, in cui i profumi di glicine, pesca bianca e lampone si fondono a note di macchia mediterranea, con accenni di mandorla tostata e un sorso carnoso e preciso, dal lungo finale salino.

Damiano Calò di Rosa del Golfo

Il rosé con la liqueur di Vigna Mazzì di Rosa del Golfo

Ancora Negroamaro, ma con un saldo di chardonnay, a comporre l’uvaggio del Metodo Classico Brut Rosé di Rosa del Golfo, azienda che vanta due secoli di tradizione ad Alezio, all’ombra del golfo Di Gallipoli. La liqueur è preparata col vino base del Vigna Mazzì, rosato affinato in legno, e la sosta sui lieviti è di almeno 24 mesi: il risultato è uno spumante dal sorso morbido, delicato ed elegante, dai richiami di rosa canina, geranio e frutti bosco.

Bollicine da susumaniello di Tenute Rubino

Punta sul Susumaniello invece Tenute Rubino e sfodera il Metodo Classico Sumaré 60 Mesi, prodotto con le uve provenienti dai vigneti di Jaddico, lungo la dorsale adriatica, 8 Km a nord di Brindisi. Uno spumante non dosato, che sosta 60 mesi sui lieviti e si connota di un bel color salmone intenso. Si apre al naso con sentori di pan brioche e cedro, per poi lasciare spazio a note di rabarbaro e fiori secchi e delicati accenni di nocciola tostata, che caratterizzano anche il sorso: cremoso, dettagliato e delicatamente affumicato.

Valeria Pitta di Masseria del Sole

Masseria nel Sole: un Metodo Classico dalla Daunia profonda

Falanghina e Bombino Bianco sono alla base del Metodo Classico Pas Dosé di Masseria nel Sole, azienda che ha intrapreso di recente la strada della spumantizzazione e che conta 36 ettari di azienda agricola tra le campagne di Lucera, nella Daunia profonda. Uno spumante che sosta 30 mesi sui lieviti e si caratterizza per i netti richiami agrumati, di cedro e scorza di limone e per il sorso dalla freschezza quasi citrina, di buona profondità e perfetta chiusura asciutta.

Gli altri spumanti d’Italia: leggi le puntate precedenti+

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