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Giorgio Rivetti della Spinetta: porteremo gli spumanti Contratto in tutto il mondo

18 Marzo 2011 Elena Erlicher
È notizia di qualche giorno fa il passaggio di proprietà della Casa spumantistica Contratto di Canelli (Asti) da Carlo Micca Bocchino, dell'omonima distilleria canelliana, ai fratelli Rivetti de La Spinetta di Castagnole Lanze. Ma cosa si aspetta da questa acquisizione la famiglia Rivetti e quali sono le prospettive a breve e a lungo termine per Contratto? Ce ne parla dagli Stati Uniti Giorgio Rivetti, che ha seguito in prima persona tutte le fasi della trattativa. «Da tempo, dopo aver realizzato il sogno di produrre dei grandi rossi, con i miei fratelli avevamo in mente di fare uno spumante di qualità, e per gente come noi che si fa prendere dalla passione la Contratto è stato un vero e proprio amore a prima vista. Si tratta di un'azienda storica: le cantine e tutta la struttura sono un luogo magico. L'amicizia con Carlo Bocchino e la collaborazione di tutto lo staff de La Spinetta hanno creato le giuste condizioni per mettere una sigla su questa sinergia. La speranza è che lavorando bene e con determinazione si riesca a riportare il marchio Contratto ai vertici». E quali sono gli obiettivi di questa acquisizione? «Siamo contadini e la nostra filosofia rimane la stessa che ci ha portato a far crescere e conoscere La Spinetta: qualità, ricerca dell'eccellenza, passione e rispetto per il territorio, prima di tutto. Il progetto è ambizioso e molto stimolante e a noi piacciono le sfide, ma come sempre terremo i piedi ben saldi a terra. L'obiettivo è quello di fare dei grandi spumanti di qualità e di farli conoscere anche in ambito internazionale dove oggi sono poco presenti». La Contratto, attiva dal 1867, oggi ha un fatturato che si aggira sui 600 mila euro e una produzione di 100 mila bottiglie all'anno. La famiglia Rivetti possiede vigneti, oltre che nell'Astigiano, anche nella zona del Barolo e in Toscana, tra Pisa e Volterra, dove produce anche olio d'oliva. Ora alla sua variegata gamma di Moscato d'Asti, Barolo, Barbaresco, Barbera e Chianti, si affiancheranno anche gli spumanti Metodo Classico di Contratto, come il For England, il Bacco d'Oro e il De Miranda Asti Docg. Da parte sua Carlo Micca Bocchino, nei 18 anni di sua proprietà, aveva fatto importanti investimenti ristrutturando la antiche cantine sotterranee, tra le quali la suggestiva Sempione, e il palazzo Liberty sede aziendale nel centro di Canelli. «Ho dato molto a questa azienda», ha commentato Carlo Micca Bocchino, «ma io sono un distillatore e non è facile seguire i due mondi del vino e della grappa insieme. Sono contento di avere ceduto la Contratto ai Rivetti, a gente delle nostre colline. Non avrei voluto venderla a un gruppo multinazionale».

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