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Friuli Colli Orientali: nuovo nome e nuove sottozone

13 Giugno 2011 Civiltà del bere
Tre nuove sottozone – Ribolla Gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo, Refosco di Faedis – che si aggiungono allo Schioppettino di Prepotto e a quella storica di Cialla (“cru” per Picolit, Ribolla Gialla, Verduzzo friulano, Refosco dal Peduncolo Rosso, Schioppettino, nonché “Bianco” e “Rosso” ottenuti da una o più delle varietà citate). Una nuova Docg (“Rosazzo bianco”, uvaggio nel quale il Friulano deve essere presente per almeno il 50 per cento), che si aggiunge alle due esistenti (Ramandolo e Picolit). Sono queste le novità contenute nel nuovo disciplinare della zona Doc Colli Orientali del Friuli. O meglio: del “Friuli Colli Orientali”, perchè (ulteriore novità) è questa la nuova denominazione che assumerà il Consorzio, modificando quella voluta dai fondatori nel lontano 1970, per sottolineare la volontà di valorizzare il brand “Friuli”. Dopo l'audizione pubblica (del 25 gennaio scorso) ed il necessario passaggio al Comitato nazionale vini, nei giorni scorsi è stato firmato il decreto ministeriale,  in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da quel momento decorreranno i 30 giorni al termine dei quali, se non vi saranno obiezioni, il nuovo disciplinare sarà valido a tutti gli effetti. Ma al di là degli aspetti burocratici (in ogni caso, le nuove sottozone e Docg potranno apparire in etichetta a partire dalla vendemmia 2011) un aspetto va sottolineato: il nuovo assetto del disciplinare evidenzia e “premia” l'importanza  che gli autoctoni rivestono nel territorio che ha la sua capitale (e il baricentro, e la sede del Consorzio) a Cividale del Friuli. Tocai friulano (che ora si chiama semplicemente Friulano), Ribolla Gialla, Picolit, Verduzzo, Refosco, Pignolo, Schioppettino, Tazzelenghe non sono una moda passeggera, ma una vocazione antica, che i vignaioli hanno gelosamente salvaguardato. E che, si spera, le nuove denominazioni aiuteranno a farsi conoscere e apprezzare sempre più al di fuori dei confini regionali.  

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