Dall'Italia Dall'Italia Anna Rainoldi

’61 Nature Berlucchi, tre millesimati per celebrare i 60 anni del Franciacorta

’61 Nature Berlucchi, tre millesimati per celebrare i 60 anni del Franciacorta

Nel 1961 Guido Berlucchi e Franco Ziliani presentano al mondo il primo Franciacorta mai prodotto. A 60 anni dalla prima annata, una verticale di ’61 Nature Berlucchi millesimati omaggia questo evento storico.

L’epicentro geografico e storico della Franciacorta è Palazzo Lana, sede dell’azienda vinicola Guido Berlucchi. Basta osservare una mappa del territorio per scoprire che l’edificio si trova esattamente in mezzo all’anfiteatro morenico delle colline vitate che digradano dolcemente fino alla sponda meridionale del lago d’Iseo. Una centralità fisica che rispecchia il valore simbolico del palazzo per il territorio vinicolo e le sue vicende. È infatti fra le mura cinquecentesche della residenza di Guido Berlucchi che prende vita nel 1961 il celebre Metodo Classico che oggi tutti chiamiamo Franciacorta.

La storia del Franciacorta comincia a Palazzo Lana

Palazzo Lana è un luogo cardine dell’imprenditoria franciacortina fin dai Lana de Terzi, nobile casata di origine bergamasca che lo edifica nel Cinquecento su preesistenti strutture medievali. Risale al XI-XII secolo invece, con tracce di epoca longobarda, il castello acquisito a metà Ottocento dal conte Ignazio Lana de’ Terzi, poi rimaneggiato come cascina alla lombarda, affiancato da una piccola chiesa tardo-romanica che testimonia l’antica influenza monastica nelle attività produttive del territorio. Oggi attorno alla struttura gravita un importante progetto di restauro e valorizzazione (attualmente in fase di studio) seguito personalmente da Cristina Ziliani, ultima generazione alla guida di Berlucchi con i fratelli Arturo e Paolo.

Franciacorta '61 Nature Berlucchi
Uno scorcio del vigneto Castello con i due edifici antichi, presto oggetto di restauro

La ricerca in vigna è permanente

Il castello sorge poco distante dal palazzo in posizione sopraelevata, sulla sommità di uno spuntone roccioso circondato dalle vigne. Siamo nel cuore storico della Franciacorta: un luogo d’incontro fra passato e futuro, dove l’azienda ha appena introdotto l’Erbamat, da poco contemplato nell’uvaggio della Docg, perché i suoli calcarei ne favoriscono la maturazione. Nei vigneti di proprietà la ricerca è permanente: vengono seminate erbe ed essenze per gli insetti, incentivando la biodiversità; si cercano prodotti alternativi al rame (come l’amilarina, un’alga che stimola l’autodifesa della vite); si installano arnie per il ripopolamento delle api. La conduzione biologica è un mezzo, non un fine.

10 mila metri quadri di cantina d’affinamento

Il polo produttivo vero e proprio è distaccato della sede storica di Berlucchi, mentre l’affinamento sur lie dei Metodo Classico avviene nelle vaste cantine sotterranee; oltre 10 mila metri quadrati di gallerie e grandi volte scavate a 10 metri di profondità, a partire dal nucleo centrale della fine del 1600. Ma torniamo a Palazzo Lana, dove nel 1955 avviene l’incontro che cambia la storia della produzione vinicola franciacortina. Lo raccontiamo riprendendo le parole di uno dei due protagonisti, l’allora giovane e talentuoso enologo Franco Ziliani.

Palazzo Lana '61 Nature Berlucchi
Gli eleganti interni d’epoca di Palazzo Lana, dimora di Guido Berlucchi

Franco Ziliani e Guido Berlucchi, l’incontro che ha fatto la storia

«Il maggiordomo mi scortò nel salotto di Palazzo Lana Berlucchi. Le note di Georgia on my mind vibravano nell’aria: Guido Berlucchi era al pianoforte. Rimasi incantato dall’eleganza della figura, dalla maestria con cui le mani accarezzavano i tasti. Volsi lo sguardo ai muri secolari, ai ritratti di famiglia; notai gli arredi preziosi. Tutto emanava raffinatezza non ostentata», ricorda Ziliani. «Il conte richiuse il piano, mi salutò con calore e iniziò a interrogare me, giovane enologo, sugli accorgimenti per migliorare quel suo vino bianco poco stabile (il Pinot del Castello, ndr). Risposi senza esitazione alle sue domande, e nel salutarlo osai: “E se facessimo anche uno spumante alla maniera dei francesi?”».

Nel 1961 il primo Pinot di Franciacorta Berlucchi

L’entusiasmo di Franco Ziliani è contagioso. Grande appassionato di Champagne, l’enologo si rende conto del potenziale per la produzione di Metodo Classico studiando le caratteristiche pedoclimatiche del territorio e assaggiando le basi in cantina. Guido Berlucchi sposa il suo progetto; insieme mettono a punto la strumentazione di cantina, con numerosi viaggi in Francia per rifornirsi dei prodotti più disparati, dai macchinari ai tappi. Dopo alcuni infruttuosi tentativi, il 1961 è l’annata del debutto del “Pinot di Franciacorta”: 3.000 bottiglie di spumante dove per la prima volta compare il nome dell’attuale denominazione. Il resto è storia.

Guido Berlucchi e Franco Ziliani nel 1975
Guido Berlucchi e Franco Ziliani nel 1975 © Fototeca Enosfera Berlucchi

La famiglia Ziliani

Franco Ziliani, fautore e testimonianza vivente della rivoluzione franciacortina, ha compiuto 90 anni lo scorso 22 giugno. Oggi sono i suoi figli a condurre l’azienda, che pur cresciuta nei volumi e ben posizionata sui mercati mantiene una gestione saldamente familiare. Sono Arturo Ziliani, enologo e amministratore delegato, Cristina Ziliani, responsabile comunicazione e relazioni esterne, e Paolo Ziliani, vicepresidente ed export director. Da alcuni anni hanno deciso di dedicare alla fatidica annata 1961 una linea premium di Franciacorta, che trova il suo punto più alto in tre millesimati non dosati: ’61 Nature, ’61 Nature Blanc de Blancs e ’61 Nature Rosé.

’61 Nature Berlucchi
una collezione di Franciacorta per celebrare l’evento

Abbiamo preso parte a un’interessante verticale di Franciacorta ’61 Nature, ’61 Nature Blanc de Blancs e ’61 Nature Rosé. Prima di degustare l’annata in uscita (2014), quella già sul mercato (2013) e il primo millesimo prodotto (rispettivamente 2009, 2012 e 2011) di ciascun vino, un fuori programma: gli assemblaggi 2020 appena imbottigliati, futuri vini di riserva. Tre assaggi che ci danno la misura del potenziale di questi millesimati, pensati fin da subito per il dosaggio zero. «Credo che il futuro della Franciacorta sia la bollicina non dosata, ma non tutti i vigneti sono adatti a produrla», spiega Arturo Ziliani. «A volte bisogna compensare con rese ancora minori, dosando la maturità fenolica, evitando la malolattica che cambia i profumi dei vini e abbassa l’acidità».


Franciacorta ’61 Nature Berlucchi 2014

L’annata 2014 è stata fredda e difficile. Alcune partite hanno maggiore aromaticità e completezza date dalla malolattica; è il caso del Blanc de Blancs, ampio, burroso, quasi dorato, mentre il Nature tout court (Chardonnay 70%, Pinot nero 30%) vira su toni di frutta candita e pan brioche, con bella tensione gustativa. Il Rosé è fresco e intensamente fruttato, con note di fragolina e mirtilli rossi.


Franciacorta ’61 Nature Berlucchi 2013

Nel 2013 una maturazione molto lenta ed escursioni termiche accentuate hanno giovato ai vini in termini di ricchezza e maturità. Il Blanc de Blancs è più largo, profondo, lascia spazio ai fiori di tiglio e alla frutta secca. Intrigante il Nature, dove emerge il confetto, il glicine e l’agrume candito. Infine il Rosé, dove il frutto più integrato sposa una complessa mineralità.


I tre primi millesimi di Franciacorta ’61 Nature Berlucchi

Tre annate per tre debutti. L’ultimo nato della gamma Nature ’61 è il Blanc de Blancs 2012 (70 mesi sui lieviti, 26 dalla sboccatura) in cui l’affinamento protratto in bottiglia svela già sentori terziari. Il Rosé 2011 (72 mesi sui lieviti, 36 mesi da sboccatura) si conferma suadente e sempre più complesso, vira dalla composta di ribes agli agrumi. Concludiamo con un evoluto ed espressivo Nature 2009 (Chardonnay 80%, Pinot nero 20%; 70 mesi sui lieviti, 62 da sboccatura); cremoso, complesso, appagante: un vino completo.

cantina sotterranea Franciacorta '61 Nature Berlucchi
Le gallerie sotterranee dove affinano i Franciacorta Berlucchi si estendono per 10 mila metri quadri

La versatilità dei Franciacorta Nature ’61 Berlucchi con i piatti di Alberto Gipponi (Dina Ristorante)

Per Arturo Ziliani i Pas Dosé sono “l’essenza del territorio”: vini eclettici, adatti a tante occasioni di consumo. Lo ha confermato il perfetto pairing con i piatti di Alberto Gipponi, patron del ristorante Dina di Gussago (Brescia). Un “eroe franciacortino” ai fornelli per Cristina Ziliani, che ha curato gli abbinamenti tra la cucina concettuale dello chef bresciano e le nove sfumature di ’61 Nature precedentemente degustate. Menzione d’onore (e bis a tavola!) per Pasta e Fagioli, splendidamente abbinato ai Franciacorta Nature ’61 2009 e al Nature ‘61 Rosé 2014 di Berlucchi.

Foto di apertura: Franco Ziliani con una bottiglia di Pinot di Franciacorta 1961, ancora oggi conservata nelle cantine storiche dell’azienda Guido Berlucchi

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© Riproduzione riservata - 17/07/2021

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