In Italia

In Italia

Fattoria San Lorenzo: timidezza e fattore tempo

23 Novembre 2010 Roger Sesto
Punta di diamante della produzione di Fattoria San Lorenzo di Montecarotto è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Vigna delle Oche. In cantina sono conservate tutte le annate prodotte; sul mercato lo si propone molto tardi: è possibile oggi trovare le annate 2006 e 2007, ma nelle migliori enoteche e ristoranti (come all’Hotel Ristorante Giardino di San Lorenzo in Campo) si possono trovare verticali più “profonde”. Il giovane 2006 è oggi ancora reticente – soprattutto al naso. Offre un bouquet con ricordi di pietre umide, fiori bianchi, erbe e anice; in bocca – dove al momento è più espressivo - è compatto, armonico, caldo di alcol, vibrante, con una persistenza da antologia. Il 2004 comincia ora a mostrare tutto il potenziale di questo cru: note minerali, cenni di muffa nobile, di pietra focaia, ricordi di miele di acacia; il palato è austero, materico, avvolgente, assai fine e con una godibilissima nota salmastra. Altre annate da segnalare sono la 2001 e la 2003. Natalino Crognaletti, patron della Fattoria, ci confida: «non ci sono segreti alla base della longevità dei miei vini; il Verdicchio offre una grande materia e sono felice di avere a disposizione questo vitigno, non lo cambierei con  nessun altro al mondo; la sua capacità di evolvere nel tempo è direttamente legata al vitigno dunque, ma anche naturalmente al terroir e a come si coltiva la terra: fondamentale a questo proposito un grande rispetto per la natura». Lo si imbottiglia a dal 1995 da uve proveniente dall’omonimo cru, a San Lorenzo di Montecarotto. Coltivato e lavorato con i criteri dell’agricoltura “naturale”, il vigneto insiste su suoli sabbioso-argillosi. I 4.000 ceppi/ha danno una resa molto bassa, a sua volta ridotta grazie alla cernita dei grappoli: massimo 2 per pianta, vendemmiati solo a fine Ottobre. La lenta fermentazione - 20 giorni - avviene in acciaio, con lieviti indigeni; dopo la malolattica il vino affina, sempre in inox, per almeno 18 mesi con permanenza sulle fecce fini, a cui seguono altri 6 mesi di maturazione in bottiglia. Il tutto, per un vino complesso, all'inizio poco “comunicativo” e mai ammiccante a ruffiane fruttuosità. Espressivo della propria personalità solo dopo un adeguato invecchiamento.

In Italia

Quintessenz Kaltern: arriva lo Chardonnay che ascolta la terra

La cooperativa altoatesina presenta la nuova etichetta della sua linea di punta. […]

Leggi tutto

“Somm is the future” diventa la voce dei sommelier

Il nuovo podcast del wine manager milanese Paolo Porfidio (Excelsior Hotel Gallia) […]

Leggi tutto

Sangue d’Oro: presentato a Parigi il progetto Pasqua + Carole Bouquet

Nella sala del teatro siciliano dell’Ambasciata d’Italia, la famiglia veronese ha illustrato […]

Leggi tutto

Chianti Classico 2024 freschi e beverini. La leadership di Riserva e Gran Selezione

All’anteprima Chianti Classico Collection numeri da record di aziende e vini partecipanti. […]

Leggi tutto

Ruffino presenta Garzaia, il suo primo Bolgheri Superiore

La nuova etichetta, targata vendemmia 2023, nasce dai vigneti di proprietà situati […]

Leggi tutto

Vinitaly 2026: novità e conferme della 58esima edizione

Riflettori puntati su NoLo-Vinitaly Experience, Xcellent Spirits e Vinitaly Tourism. Layout espositivo […]

Leggi tutto

Dop, sostenibilità e territorio: le carte vincenti della Toscana nel 2026

Mercati sotto pressione, consumatori più esigenti e ridefinizione dei canali distributivi: la […]

Leggi tutto

Il vino secondo i giovani: gli chef fanno scelte eclettiche purché in armonia con i piatti

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Anteprima Vino Nobile di Montepulciano cresce

Boom di aziende partecipanti, che aumentano del +35%. Le nuove annate: 2023, […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati