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Export in Cina: -77% per i vini australiani, ma nuovi investimenti di Bordeaux

Export in Cina: -77% per i vini australiani, ma nuovi investimenti di Bordeaux

Un anno fa Pechino ha imposto pesanti dazi sul vino e altri prodotti australiani. Da allora le esportazioni di vino australiano sono scese al punto più basso degli ultimi cinque anni con una diminuzione generale del -24% in valore e del -17% in volume, soprattutto a causa del mancato rapporto commerciale con la Cina continentale. Crescono, invece, le esportazioni indirizzate agli acquirenti della vicina Hong Kong e verso il Regno Unito. Intanto Bordeaux approfitta dell’assenza di vino australiano in Cina.

Per approfondimenti: The drinks business, ABC News, Al Jazeera e Vino Joy News

Secondo quanto riportato dall’ente di promozione Wine Australia, negli ultimi 12 mesi le esportazioni di vino australiano sono diminuite del -24% in valore e del -17% in volume (The drinks business), condizionate in particolare dal mancato rapporto con la Cina – fino a novembre dello scorso anno il cliente più prezioso del settore – verso cui l’export ha subito un calo del -77%. Il dato è però stato calcolato in base al picco di esportazioni avvenuto tra settembre e ottobre 2020, ovvero subito prima dell’imposizione dei dazi cinesi (ABC News).

Il Regno Unito alla ricerca del vino pregiato australiano

Ma come afferma Rachel Triggs di Wine Australia, fortunatamente molti altri mercati hanno portato un po’ di sollievo ai produttori spalancando le loro porte all’Australia e ai suoi vini. La domanda, per esempio, è aumentata del +135% nella vicina Hong Kong. Ad aggiudicarsi un primato è, invece, il Regno Unito, che ha sorpassato la Cina continentale come primo acquirente di vino australiano sia in termini di valore, sia in volumi. I consumatori inglesi si stanno dimostrando sempre più curiosi verso i vini australiani di fascia alta, il cui valore è salito del +7% nel giro di appena un anno, anche se le spedizioni in volume sono contemporaneamente diminuite del -2% (Al Jazeera).

Bordeaux pronta ad aumentare la sua presenza in Cina

Approfittando dell’assenza dei vini australiani sul mercato cinese, il Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux (CIVB) ha aperto un ufficio di rappresentanza a Shanghai con l’obiettivo di stabilire più canali di comunicazione per facilitare le vendite di vini bordolesi anche più moderni e convenienti. La Cina quest’anno è il primo importatore di vini francesi, con una crescita del +57,01% in valore e del +16,62% in volume rispetto al 2020. Come spiega il presidente del CIVB Bernard Farges in occasione dell’apertura del nuovo ufficio: «Ci impegneremo maggiormente nella promozione in Cina ed esporteremo vini caratterizzati da stili diversi, etichette di maggior pregio, ma anche adatte a differenti gruppi di consumatori».

Nuove strategie da mettere in campo

Il CIVB rappresenta oltre 7.000 membri e produttori e lancerà una serie di eventi per presentare i vini di Bordeaux alla diversa cucina regionale cinese e ai consumatori più giovani. Il cambiamento strategico nella promozione riflette anche le rinnovate modalità di viticoltura e vinificazione della regione francese, dove il 75% della superficie del vigneto può vantare una certificazione sostenibile. Ultimo obiettivo, ma non meno importante; l’apertura del nuovo ufficio faciliterà la collaborazione di CIVB con le autorità cinesi locali per combattere la contraffazione dei vini di Bordeaux (Vino Joy News).

Foto di apertura: la Grande Muraglia cinese © B. Röttgers – Unsplash.

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© Riproduzione riservata - 28/10/2021

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