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Il riconoscimento Erga omnes al Consorzio Vini di Romagna

10 Settembre 2012 Civiltà del bere
«Nei suoi 50 anni di storia, il nostro Consorzio ha sempre operato per controllare e tutelare i vini d’eccellenza della Romagna. Era però giunto il momento di adeguare e attualizzare le funzioni dei Consorzi di tutela, per troppo tempo vincolati a budget contenuti perché frutto delle sole adesioni dei soci volontari. Oggi è fondamentale investire nella valorizzazione dei prodotti del territorio», Queste le parole dell’enologo Giordano Zinzani, presidente del Consorzio Vini di Romagna, che ha da poco ricevuto l’erga omnes dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. L'ERGA OMNES - Il riconoscimento, richiesto dal 16 gennaio e ottenuto a fine agosto con decreto ministeriale (approvato l’8 agosto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 200 del 28 agosto), assegna al Consorzio Vini di Romagna potere decisionale in tutte le politiche di valorizzazione delle denominazioni d’origine comprese nel territorio romagnolo (Doc e Docg, presto anche Igt), con un ruolo di supervisione e coordinamento. COORDINARE GLI INTERESSI DI TUTTI - «I consorzi non agiranno più nell’interesse dei soli soci ma di tutti coloro che producono vini a Denominazione d’origine nel territorio controllato. Al contempo, il decreto mette a disposizione dei consorzi gli strumenti per poter fruire del sostegno economico di tutti i produttori compresi nell’area: in sintesi, corresponsabilità di tutte le aziende e allargamento del budget per piani di comunicazione appropriati», spiega il presidente Zinzani. Le decisioni del Consorzio saranno valide se appoggiate dalla maggioranza dei produttori: le rappresentanze necessarie per poter agire in regime di erga omnes sono del 66% del vino a denominazione, e del 40% delle aziende produttrici di uve a denominazione.

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