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L’Enoteca Italiana gestirà il settore vino del New Italian Center di Shangai

22 Maggio 2012 Anna Rainoldi
Sarà Enoteca Italiana l’unico soggetto a gestire il comparto enologico del New Italian Center di Shangai, l’ex padiglione italiano a Expo 2010, ora centro di promozione delle eccellenze made in Italy. L’accordo siglato con la società cinese Expo Shanghai Group, che ha deciso di investire nel grande progetto del centro, affida a Enoteca Italiana tutte le attività del New Italian Center legate al settore vinicolo, compresa la selezione dei prodotti nei wine bar e la carta dei vini nei ristoranti del padiglione. INAUGURATA LA STRUTTURA PERMANENTE - All’Expo 2010 di Shangai il padiglione italiano è stato il più visitato dopo quello cinese. La vasta struttura – 12 mila metri quadrati – trasformata nel New Italian Center è stata inaugurata venerdì 18 maggio alla presenza di autorità cinesi e italiane, tra cui il vice sindaco di Shanghai Yang Xiong, il Ministro dell’ambiente Corrado Clini, Piero Ferrari, vice presidente di Ferrari, e il presidente di Shanghai Expo Group Ding Hao. IL VINO ITALIANO A SHANGAI - Enoteca Italiana è presente a Shangai dal 2008 nella sede Yishang Wine Business Consulting. Giovanni Pugliese, export manager di Enoteca Italiana e vice executive director di Yishang, sottolinea l’importanza di questo nuovo accordo: «In un periodo di crisi è importante rivolgersi ai mercati emergenti come la Cina che, entro il 2014, diventerà il sesto mercato al mondo per consumo di vino. Attualmente l’Italia copre il 15% del mercato enologico cinese e la vetrina che avremo al New Italian Center, dove si prevede un afflusso di 2.500 visitatori al giorno, farà da motore affinché questa percentuale cresca. Il vino rappresenta uno dei prodotti leader per l’Italia: sarà un’occasione unica per presentare al mondo le nostre etichette». I dati di crescita del mercato vinicolo in Cina sono confermati dalle ricerche Iwsr (International Wine and Spirit Research), che per il 2012 prevedono il consumo di 828 milioni di litri di vino, con un incremento ben distribuito tra rossi (+36,4%) e bianchi (+38%).

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