Duca di Salaparuta, S come sostenibilità e Suòlo

Duca di Salaparuta, S come sostenibilità e Suòlo

Duca di Salaparuta, che ha ottenuto sia la certificazione VIVA che Equalitas, prosegue il suo impegno sul fronte ambientale, economico e sociale. Il profondo legame vitigno-territorio trova espressione nella nuova linea Suòlo composta da uno Zibibbo e un Sauvignon in purezza che portano in etichetta la parcella del vigneto

Duca di Salaparuta è la prima Cantina siciliana ad aver conseguito entrambe le più autorevoli certificazioni nazionali in tema di sostenibilità: VIVA (la Sostenibilità della Vitivinicoltura in Italia) ed Equalitas (dove E sta per Environmental, Ethical ed Economical).

Sostenibilità a tutto tondo


«Per le aziende del gruppo, ovvero Florio, Corvo e Duca di Salaparuta, la sostenibilità è sempre stato un tema centrale sin dalla fondazione delle Cantine storiche», spiega il global marketing director Giacomo Tarquini. «In tempi più recenti abbiamo deciso di intraprendere un percorso di certificazione per dare visibilità e riconoscibilità a tutte le nostre attività sostenibili. La scelta non poteva che cadere sui due standard di riferimento più importanti, che ci permettono di perseguire una sostenibilità a 360°, ambientale, ma anche sociale ed economica».

La nuova linea Suòlo di Duca di Salaparuta

Tale approccio è ben esemplificato nel progetto Suòlo, la nuova linea Duca di Salaparuta che comprende un Sauvignon e uno Zibibbo, lanciati con l’annata 2020. «Tutto è partito dalla scelta dei terreni naturalmente più vocati alla crescita dei due vitigni, così da ridurre al minimo gli interventi in campo».

Un’evoluzione del concetto di zonazione

La gestione delle tre Tenute di Duca di Salaparuta – Suor Marchesa, Vajasindi e Risignolo – avviene secondo i principi della lotta integrata, limitando l’uso dei prodotti fitosanitari e i trattamenti.
«Il nome Suòlo fa riferimento alla terra fertile e viva, in cui la pianta affonda le radici. Il meticoloso lavoro di selezione dell’agronomo in campagna, ha permesso di individuare le due porzioni di vigneto più adatte, la n. 3 e n. 5, che abbiamo scelto di riportare sulle etichette», precisa il direttore Tarquini. Di fatto Suòlo è l’evoluzione del concetto di zonazione secondo Duca di Salaparuta, nonché un omaggio all’intimità assoluta che si crea tra la vite, la terra e il microclima che le caratterizza.

Suòlo N.5, Zibibbo secco e mediterraneo

In particolare lo Zibibbo Suòlo N.5 nasce da un vigneto della Tenuta di Risignolo a Salemi (Trapani). La scelta è legata alla volontà di ottenere uno Zibibbo privo di zuccheri (quindi non in versione passita), ricco di suggestioni mediterranee e moderno nella sua freschezza. La particella è situata su un terreno prevalentemente argilloso-calcareo con esposizione e altitudine ottimali.

Suòlo N.3, Sauvignon fresco e complesso

Il Sauvignon blanc Suòlo N.3 nasce invece nella Tenuta di Suor Marchesa di Riesi (Caltanissetta). La particella individuata è la n. 3, su un versante rivolto a nord. Il terreno, prevalentemente calcareo, dona al vino complessità, struttura e freschezza. A differenza dello Zibibbo che non fa passaggio in legno, parte del Sauvignon completa l’affinamento in barrique.

DUCA DI SALAPARUTA
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Realizzato in collaborazione con Duca di Salaparuta.

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 4/2021. Acquista

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© Riproduzione riservata - 02/03/2022

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