Il Douro Superiore è il Nuovo Mondo del vino Porto?

Il Douro Superiore è il Nuovo Mondo del vino Porto?

In Portogallo qualcuno lo ha già definito come “il nuovo mondo del Douro”, alludendo allo sviluppo che da alcuni anni sta vivendo la vitivinicoltura nella parte orientale del territorio. Stiamo parlando della sub-regione del Douro Superiore. Come molti sapranno, l’area di produzione dei vini del Douro – fino a qualche decennio fa esclusiva del Porto e successivamente aperta anche ai vini tranquilli – è molto vasta. Si estende dai confini della Spagna (dove il fiume è indicato come Duero, così come l’abbiamo imparato tutti noi a scuola) fino a un’ottantina di chilometri da Oporto, dove il Douro sfocia nell’Atlantico.

L’antica regione del Porto

È sulle colline terrazzate e spettacolari ai due lati del fiume Douro e dei suoi affluenti che sono da secoli coltivate le vigne che danno origine al celebre vinho do Porto, la cui area di produzione fu delimitata nel 1756 dal marchese di Pombal quarant’anni dopo la denominazione ante litteram stabilita dal granduca Cosimo III de’ Medici (1716) per alcune aree della Toscana centrale, Chianti in primis.

Il Douro Superiore si apre a nuovi investimenti

Nonostante la ripartizione in tre sub-regioni, Baixo Corgo, Cima Corgo e Douro Superior, quest’ultima è stata per lungo tempo la cenerentola tra le aree di produzione. La meno antropizzata, anche per difficoltà ambientali e di accessibilità. Una sub-regione, insomma, definita “vergine” rispetto alle altre due dove da secoli invece si sono installate importanti aziende vinicole (quintas) che hanno reso il Porto famoso nel mondo. Ebbene, da una decina d’anni le cose stanno però cambiando. La difficoltà di reperire nuove superfici da impiantare a vigna e i prezzi elevati dei terreni nel Baixo Corgo e soprattutto nel Cima Corgo (il vero cuore questo della produzione di alta qualità) hanno convinto nuovi imprenditori a orientare gli investimenti più a est del territorio. E cioè all’interno del Douro Superiore. 

 

Douro Superiore

Il fiume Douro attraversa la città di Porto

 

Chi lavora nel segno della qualità

Naturalmente questa svolta, da molti in Portogallo ritenuta epocale, non è dovuta soltanto a problemi di spazio o economici. Si sta verificando anche un cambio di mentalità nei confronti di questa sub-regione. Con la consapevolezza che lavorando bene in vigna e in cantina è possibile ottenere ugualmente ottimi risultati qualitativi. Come del resto è avvenuto anche in molte parti d’Italia, ritenute in passato non vocate. Già oggi, del resto, nel Douro Superiore sono attive molte cantine che lavorano a un certo livello. Una di queste è sicuramente la Quinta de Ervamoira, nella zona di Vila Nova de Foz Côa, all’estremo sud del territorio.

Le realtà vinicole più importanti

Acquistati nel 1974 i terreni in zone accidentate, difficili da lavorare, José Antonio Ramos Pinto Rosas ha fatto di Ervamoira un’azienda modello con alcune centinaia di ettari di vigna e un bellissimo museo archeologico. Accanto a Ramos Pinto, altre importanti realtà come il colosso Sogrape Vinhos, Carm (che ha vigneti in zona fin dal 1966), Muxagat Vinhos, Quinta do Vale Meão del marchio storico Ferreira, Symington Family Estates, Duorum Vinhos e Barão de Vilar.

La rivincita del Douro Superiore

Non va dimenticato che questa zona del Portogallo è tra le più aride e l’approvvigionamento di acqua è indispensabile alla vita delle vigne. Naturalmente in quest’area si trovano molti impianti vitati giovanissimi, spesso non terrazzati. Attualmente la superficie vitata nel Douro Superiore è di 9.899 ettari, contro i 13.442 del Baixo Corgo e i 20.319 di Cima Corgo. La produzione in vino (dati 2015) è rispettivamente di 238.648 ettolitri, 604.900 e 754.009. Il Douro Superiore sta cercando insomma di mettersi alle spalle quel senso di inferiorità che ha avuto in passato con le altre due sub-regioni grazie a un pugno di produttori che hanno ignorato i pregiudizi del passato. Un cambiamento che potrebbe essere considerato come il più grande contributo alla trasformazione del Douro Superiore.

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© Riproduzione riservata - 06/02/2017

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