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Primo bilancio per l’ente di certificazioni di qualità Siquria

19 Aprile 2012 Monica Sommacampagna
Debutto ufficiale lo scorso 18 aprile al Palazzo della Gran Guardia a Verona per Siquria (siquria.it), società italiana per la qualità e la rintracciabilità degli alimenti, nata a Verona nel 2009 e pronta al primo bilancio. LA QUALITÀ SOTTO CONTROLLO - Presentata dal giornalista de L’Arena Lucio Bussi, Siquria compie controlli per l'80% nel Veronese e nel Vicentino: ogni anno effettua certificazioni dal vigneto alla bottiglia per 9.000 viticoltori e 1.000 aziende tra trasformatori e imbottigliatori, con una media di otto controlli al giorno. Una novità salutata con favore anche dal sindaco di Verona Flavio Tosi, nell'ambito della difesa collettiva dell'agroalimentare “made in Italy” tipico e di qualità. Siquria, infatti, opera in collaborazione con diversi enti per il controllo come l'Istituto certificazioni di qualità repressione frodi del Mipaaf che, come ha detto il direttore dell’Icq di Conegliano Gianluca Fregolent, nel 2011 ha provveduto a sequestrare 501 prodotti, per un valore di circa 15 milioni di euro. NUOVE TECNOLOGIE - Il sistema di Siquria funziona con un software gestionale di nuova generazione che sfrutta il cloud computing, cioè l'integrazione di tecnologie per elaborare dati sfruttando risorse software e hardware in rete. «La certificazione viene considerata come strumento per garantire qualità al consumatore e valorizzare il territorio» ha detto Pasqualino Cau, vicepresidente Siquria e amministratore delegato Csi. Tra le novità annunciate dal presidente di Siquria Luca Sartori, l'ingresso della Doc Custoza da agosto: «Progressivamente vorremmo includere nel piano dei controlli anche le Igt, ci piacerebbe inoltre creare un database con una “fotografia” dei vini certificati».  
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