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De Castro (Commissione Agricoltura): affrontare insieme le sfide dell’export

4 Dicembre 2012 Monica Sommacampagna
«Il mondo del vino sta cambiando in maniera radicale, i consumi stanno migrando, nuove opportunità possono nascere se l'Italia, consapevole della forza della sua identità legata al suo terroir e alla sua storia, saprà fare aggregazione e usufruire meglio dei ricchi finanziamenti che la Comunità europea mette a disposizione». Questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato da Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale, al convegno internazionale sui 55 anni dell’Unione Europea organizzato venerdì 30 novembre dal CRA - Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura e Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano (Treviso) con l’Accademia Italiana della Vite e del Vino a Susegana (Treviso). LA SFIDA DELL'EXPORT - «Il vino è uno dei nostri simboli, la sua immagine legata al territorio e alla nostra cultura ci offre opportunità in più rispetto a numerosi Paesi concorrenti. Occorre però fare gioco di squadra e impegnarci per farci conoscere a più consumatori» ha spiegato. Il contesto competitivo, a detta del presidente, è denso di sfide e di opportunità. In dieci anni il valore degli scambi internazionali è passato da 13 a 32 miliardi di dollari, con una crescita di circa il 150% in un trend di consumi sostanzialmente stabili. I Paesi su cui puntare per l’export sarebbero gli Stati Uniti, in cui il consumo annuo è arrivato a circa 28 milioni di hl, e l'Europa; molto ci si attende da Russia e Cina, quest'ultima con ottime opportunità, vista l'elevata densità demografica, se si riesce a entrare nella rete dei ristoranti. SERVE UNA PROMOZIONE COORDINATA - A proposito dell’Italia De Castro ha ricordato che l’export del vino vale 4,4 miliardi di euro su un fatturato dell’agroalimentare italiano di 31 miliardi. Le prime 10 imprese vitivinicole totalizzano il 15% della quota nel mondo, ma il nostro Paese risulta penalizzato da una polverizzazione caratteristica. «Eppure le opportunità oggi ci sono, se pensiamo che l'Ocm ha fornito all'Italia per la promozione una dotazione di 100 milioni di euro sui 500 concessi all'Europa. Per usufruirne e apportare benefici al sistema vino nazionale occorre svolgere un’attività coordinata, evitando di disperdere le risorse in una miriade di progetti» ha spiegato. DIRITTI DI IMPIANTO E PAC - Il convegno sui 55 anni di Europa ha offerto lo spunto anche per due commenti su tematiche di grande attualità. «Per quanto riguarda i diritti di impianto l'orientamento dell'Ue è di mantenere il sistema attuale, il nostro obiettivo è che il settore vitivinicolo mantenga le sue prerogative nel contesto più ampio di tutti i settori produttivi» ha detto De Castro. «Per la riforma della Pac in ambito vitivinicolo non vedo preoccupazioni, tutto dipende dalle risorse complessive che saranno erogate. Quanto alla proposta di Ciolos, non possiamo chiedere agli agricoltori più sacrifici per il greening e tagliare anche le risorse. Attendetevi robusti cambiamenti: il 23 gennaio 2013 voteremo la nostra proposta nel Parlamento europeo. Siamo favorevoli infatti a una Pac più vicina agli interessi delle imprese per renderle più forti e competitive, senza gravarle di eccessivi oneri burocratici». Su questo argomento, leggi anche l'articolo Cinquantacinque anni di Europa del vino: la cronaca.

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