Fabrizio Dionisio, Baldetti e Tenuta Angelici sono tre aziende diverse per storia e scelte stilistiche. Ad accomunarle, la “fede” in quest’uva internazionale che nel distretto aretino regala interpretazioni capaci di competere con quelle della Valle del Rodano
Cortona è Syrah. Un binomio ormai sempre più indissolubile per i produttori dell’omonima denominazione in provincia di Arezzo, ormai prossima ai 30 anni dal riconoscimento (è nata nel settembre 1999). Vanno in questa direzione anche le richieste di modifiche del disciplinare già approvate dal Consorzio Vini Cortona Doc e in attesa dell’ok ministeriale (ne abbiamo parlato diffusamente in questo articolo) e le attuali scelte aziendali. Numeri alla mano, su 222 ettari vitati complessivi, 118 sono a Syrah. Ragionando in volumi, invece, su un totale di circa 416.000 bottiglie Cortona Doc, circa 345.000 sono Cortona Syrah Doc, ovvero quasi l’83% del totale. Tre Cantine della zona, molto diverse fra loro per storia e impostazione stilistica, ci aiutano a fare il punto sul presente e sul futuro del distretto.
La consapevolezza di Fabrizio Dionisio
Tenimenti d’Alessandro (acquisita nel 2025 da Fèlsina) è stata la prima azienda ad avere l’intuizione sul Syrah e a produrlo. La Braccesca è arrivata per seconda, con il suo primo Cortona Syrah nel 2000 (anche se il suo core business è il Nobile di Montepulciano). Il terzo, nel 2003, è stato Fabrizio Dionisio. L’azienda nasce nel 2000 e attualmente si estende su 15 ettari, con una produzione certificata biologica di 50.000 bottiglie, di cui 40.000 a Syrah con ben quattro etichette. Fin da subito la consapevolezza che la simbiosi tra vitigno e terroir cortonese ha una forza di espressività unica. Qui il Syrah è dinamico, aggraziato, speziato, floreale. C’è struttura, grazie all’argilla e alla qualità della luce, ma anche una buona freschezza e aromaticità, legata alle escursioni termiche.



Sperimentazioni e tanta cura
«Nel corso del tempo la denominazione ha reagito al cambiamento climatico, dedicandosi a Syrah più sottili, verticali, tesi ed eleganti», racconta Fabrizio Dionisio. «Personalmente ho creduto sin dall’inizio a questa interpretazione e ho sperimentato anche altri contenitori (cemento, terracotta, oltre alle classiche barrique e botti). Il Syrah qui si è adattato bene alle condizioni climatiche sviluppando una resilienza, ma va sempre governato, attenzionato e curato sia in vigna, sia in cantina». Il Castagno 2022, simbolo aziendale e riferimento per la denominazione, è attrattivo nei suoi profumi fruttati e speziati. Il sorso è vivo, mutevole, caratterizzato da un’eleganza composta, una struttura calibrata e da una sapida tensione gustativa fino al lungo finale. Affina 18 mesi tra barrique, botti da 15 ettolitri e cemento.
L’impegno generazionale di Baldetti
La storia di Baldetti è singolare: iniziano a produrre vino nel 1974 e continuano fino al 1990. Poi si fermano. Tornano a piantare Syrah nel 2000 e producono il loro primo Syrah nel 2008. L’attività riprende a pieno ritmo nel 2010, supportata dall’ingresso in azienda dei due giovani figli di Alfonso, Gian Luca e Daniele nel 2012, che prenderanno in mano totalmente l’azienda nel 2023. «Crediamo molto nel Syrah a Cortona, potremmo diventare la seconda zona al mondo dopo il Rodano: l’areale è decisamente vocato», racconta il trentacinquenne Gian Luca Baldetti. «Non a caso, su 50.000 bottiglie prodotte, ne dedichiamo 35.000 al Cortona Syrah Doc. Noi, come tutti i piccoli produttori cortonesi, vendiamo in Horeca o direttamente in azienda. Esportiamo il 10% e più o meno, a parte qualche brand più noto, siamo quasi tutti sulla stessa linea. Non sarà facile, ma dovremmo attrezzarci per affrontare l’estero tutti insieme». Spazzanido 2024 rappresenta l’ultimo nato in azienda, un Cortona Syrah Doc nel quale una parte delle uve viene vinificata a grappolo intero, mentre l’affinamento avviene in cemento e cocciopesto. I profumi accattivanti di frutti rossi con un cenno alle erbe officinali, sono il preludio di un assaggio snello, succoso e fresco, ma non privo di materia.
Tenuta Angelici, last but not least
Tenuta Angelici è tra le ultime aziende in ordine di tempo a produrre Syrah. Tre ettari a 500 metri di altitudine, 6.000 bottiglie tutte a Doc Cortona Syrah, con due etichette. «Piantiamo nel 2013, con una certa difficoltà, su un suolo i cui primi 10-30 cm sono di terra e sotto tutto pietroso», spiega il quarantaduenne Ivano Mazzoleni. «Poi facciamo delle prove di vinificazione, ma la vera annata d’inizio è la 2018, mentre nel 2022 ci certifichiamo in biologico». Non lontano dalla cantina ci sono due casali dedicati all’enoturismo e un frantoio: un luogo di una bellezza unica. Bocca di Selva 2022 affina per 12 mesi in tonneau e si presenta all’olfatto con note di frutti neri, cenni di spezie e note balsamiche. In bocca è materico, avvolgente, sapido, i tannini sono presenti senza essere granulosi, il sorso è profondo e fine.