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Colli Bolognesi: uno spazio degustazione aperto alla “concorrenza”

15 Giugno 2010 Fabio Bottonelli
L’azienda agrituristica Tintoria (nell’omonima località nei pressi di Savigno ma in comune Castello di Serravalle, nella valle del Samoggia) ha inaugurato, ricavandolo dalla stalla dopo un lungo restauro, un nuovo spazio esposizione e degustazione aperto anche alle aziende del territorio, affiancandolo al suo ristorante agrituristico ospitato in un borgo di origine medievale. Sembra una banalità, ma l’azienda in questione è essa stessa produttrice di vini dei Colli Bolognesi. E in un ambiente dominato dall’individualismo, proporre e vendere etichette di aziende vicine concorrenti (e magari più titolate, come Cinti, Vallona, Isola, Beghelli, Tenuta Santacroce o San Vito), non è cosa da tutti i giorni. In occasione della grande festa di inaugurazione della nuova osteria, allietata nella corte da una squadra di borlengai di Castello di Serravalle (il borlengo condito con il “pesto” di lardo, è un’ormai introvabile leccornia di queste valli), l’appassionato imprenditore agricolo della Tintoria Adolfo Fioretti ha presentato anche un nuovo vino di casa in edizione limitata di 1000 bottiglie, il raro e autoctono Negretto dei Colli Bolognesi (detto in dialetto  Neiger, cioè negro), vino rosso maschio e ben poco ruffiano per struttura tannica e acidità. Un’altra soddisfazione per l’azienda, pochi giorni dopo aver servito le sue squisite paste al forno al ministro Galan (che, per la prima volta in Emilia, ha molto apprezzato) e a Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura (reduce da un trionfale intervento all’insegna del “meno burocrazia per le aziende agricole, non è possibile 1.250.000 colletti bianchi per altrettante imprese”) al convegno di Confagricoltura Bologna tenutosi a Decima di fronte a 400 imprenditori agricoli, tra i quali diversi produttori di vino. Che di burocrazia se ne intendono.

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