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Cleto Chiarli, il Lambrusco secondo noi

Cleto Chiarli, il Lambrusco secondo noi

La famiglia Chiarli, che conta su oltre 160 anni d’esperienza, punta con la tenuta Cleto Chiarli sull’identità di territorio e sulla valorizzazione delle peculiarità delle varietà emiliane. L’estrema cura del processo produttivo dà vita a una gamma d’alta qualità, con al vertice il Vecchia Modena Premium e il Lambrusco del Fondatore.

Come si possono coniugare le straordinarie doti del Lambrusco, la sua freschezza, gli aromi e i profumi tipici, garantendo al contempo il loro perdurare nel tempo? La risposta risiede nel continuo lavoro di studio e perfezionamento che la famiglia Chiarli conduce sia in vigna sia in cantina, forte di un’esperienza di oltre 160 anni di storia. Il risultato è che dalla cantina di Cleto Chiarli Tenute Agricole, a Castelvetro di Modena, escono vini che mantengono intatta a lungo la fragranza, la complessità del bouquet e la ricchezza di aromi, esaltando le specificità e le caratteristiche di ogni singola varietà di Lambrusco.

Una storia lunga 5 generazioni

La cantina è in funzione dal 2001 ed è stata dedicata alla produzione dei vini di alta gamma della famiglia, per un ammontare di 900.000 bottiglie l’anno. Qui, i fratelli Anselmo e Mauro Chiarli, quarta generazione alla guida aziendale, continuano a investire seguendo la visione iniziale del fondatore Cleto, basata sull’identità di territorio e le peculiarità dei vitigni. E ora sono affiancati anche dalla quinta generazione dei cugini Carlo, Giorgio, Stefano, Giovanni e Tommaso.

Il rispetto del vitigno

«Il nostro punto di forza», racconta Anselmo Chiarli, «consiste nel custodire nel tempo i principi fondanti della nostra filosofia aziendale. Ciò significa produrre vini nel rispetto delle caratteristiche del vitigno di appartenenza; migliorare la qualità anche a costo di una minore redditività; prestare la massima attenzione all’evoluzione del mercato senza per questo disperdere i valori acquisiti nel tempo e riconosciuti dalla nostra clientela».

Le tre Tenute dell’universo Cleto Chiarli

Oltre agli impianti di produzione, la proprietà si estende su 100 ettari suddivisi in tre Tenute: Cialdini, Belvedere e Sozzigalli. La prima, di 50 ettari, si trova a Castelvetro e appartiene alla famiglia da quasi un secolo e mezzo. Essa deve il nome al generale Enrico Cialdini, figura risorgimentale di spicco che segnò il percorso dell’Unità d’Italia.

Il cru Vigneto Cialdini

Ci troviamo nel sancta sanctorum del Lambrusco Grasparossa che, grazie al clima asciutto e ventilato e ai suoli a tessitura franco limosa su substrato ghiaioso, regala vini caratterizzati da colore rosso rubino intenso che sfuma al viola, da un bouquet di frutta fresca e buon corpo. Come il cru Vigneto Cialdini, concentrato e complesso, capace di porsi come punto di riferimento per la tipologia raccontando alla perfezione il suo territorio.

La scommessa sul Pignoletto

Mentre un piccolo appezzamento della tenuta (8 ettari) è dedicato al “gioiello” di famiglia, cioè al Pignoletto, su cui la famiglia Chiarli sta investendo dal 2014. Le viti costeggiano il torrente Guerro, ai piedi dell’Appennino, dove il microclima è bilanciato e ben ventilato. L’ambiente ideale per dar vita a ottime basi spumante, per bollicine di grande piacevolezza e bevibilità, in linea con lo stile Chiarli.

Il Pruno Nero, simbolo di Tenuta Belvedere

La Tenuta Belvedere si distende per 20 ettari su un territorio fertile e pianeggiante nel comune di Spilamberto. Qui, grazie alla natura del suolo, all’elevata densità degli impianti e a una gestione attenta del vigneto, nasce il Grasparossa Pruno Nero in due versioni: frizzante e spumante. Un vino moderno e intenso, in cui si esaltano il colore, la vinosità e la piacevolezza di beva.

Sozzigalli, la casa del Sorbara

Infine, ci sono i 25 ettari della Tenuta Sozzigalli, considerata la casa dell’antico vitigno Sorbara per i suoi suoli d’elezione, argillo-limosi e profondi. Siamo a nord di Modena, sulla sponda sinistra del fiume Secchia. Dal lavoro di recupero dei rari cloni di Sorbara nascono le due icone aziendali Vecchia Modena Premium e Lambrusco del Fondatore. Al primo abbiamo dedicato un approfondimento.

Lambrusco del Fondatore, omaggio a Cleto Chiarli

Il secondo è un Sorbara in purezza, omaggio al capostipite Cleto Chiarli e frutto degli antichi metodi artigianali.
La presa di spuma avviene per fermentazione naturale in bottiglia con dosaggio zero, il tappo è legato manualmente con lo spago e la bottiglia commercializzata senza sboccatura con un lieve residuo sul fondo. Nel calice la spuma è fine ed evanescente, e il colore chiaro e vivace. Dal bouquet elegante, floreale e fruttato, ha gusto secco e sapido, con un rapporto tra acidità e struttura senza compromessi.
Il Lambrusco del Fondatore ha ricevuto negli anni i massimi riconoscimenti della critica e nel 2019 è entrato nella classifica Top 100 di Wine Spectator.

Gli altri vini della Cantina

Dalla selezione delle uve delle tre tenute nascono tre spumanti equilibrati e dalla personalità decisa: l’innovativo Modén Blanc Brut da uve Pignoletto, il seducente Rosé de Noir Brut da Grasparossa e Pinot noir e l’equilibrato Blanc de Blancs Brut da Pignoletto e Chardonnay.
Da non dimenticare la gamma dei classici con l’intenso e fruttato Lambrusco Nivola, che rende omaggio al pilota Tazio Nuvolari, il Fondo Malatesta, Sorbara semplice e accattivante, e il Centenario, Grasparossa amabile.

La rivoluzione copernicana del Vecchia Modena Premium

Il vino di punta di Cleto Chiarli Tenute Agricole è il Vecchia Modena Premium, l’evoluzione del Vecchia Modena del 1980. Fu una vera rivoluzione copernicana nel mondo dei Lambrusco, perché nasce da uve di Sorbara in purezza, provenienti da un vecchio vigneto dove matura un clone storico, dalle caratteristiche uniche, recuperato grazie al lavoro della famiglia. Le sue peculiarità vengono esaltate dalla fermentazione a partire dal mosto fiore, che richiede uve integre e una perfetta padronanza del processo.
Il risultato è un vino modernissimo, di frutto e freschezza, nitido e accattivante, adatto a tutte le occasioni.

Innovativo anche nel packaging

Anche il packaging è distintivo e segue un filo rosso che unisce il passato al presente. L’etichetta, infatti, è riproduzione di quella storica del 1900, anno in cui, Cleto Chiarli ottenne il prestigioso premio Mention Honorable all’Esposizione Universale di Parigi. Contribuiscono al suo aspetto d’antan anche la particolare chiusura a graffa e la bottiglia, che ne riproduce una del 1890. Pluripremiato a livello internazionale, il Vecchia Modena Premium, nel 2010, è stato il primo Lambrusco di Sorbara a meritare i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, riconfermati anche nell’edizione 2022.

Foto di apertura: la Cantina Cleto Chiarli è attiva dal 2001 ed è dedicata alla produzione d’alta gamma

CLETO CHIARLI
via Belvedere 8
Castelvetro (Modena)
059.31.63.311
info@chiarli.it
www.chiarli.it
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Realizzato in collaborazione con Cleto Chiarli

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 4/2021. Acquista

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© Riproduzione riservata - 23/02/2022

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