Siamo risaliti indietro nel tempo fino al 1999, per testare la capacità di evoluzione di uno dei Premier Cru più prestigiosi della Côte de Nuits, in Borgogna. Guidati da Yves Confuron, il proprietario dello storico Domaine
Fini note speziate unite a una struttura più ampia e profonda rispetto ai classici Vosne-Romanée: sono le caratteristiche che rendono il 1er Cru Les Suchots di Confuron-Cotetidot un vino unico, capace di lunghi invecchiamenti, quasi trentennali. Lo abbiamo provato in prima persona partecipando a una verticale di cinque annate. La fortunata occasione si è presentata all’ultima edizione del Mercato dei Vini Fivi di Bologna. La degustazione è stata guidata dallo stesso produttore Yves Confuron, con Armando Castagno e Camillo Favaro, esperti di Borgogna e autori di varie pubblicazioni sulla regione vinicola francese.
La Cantina e il vigneto
Domaine Confuron-Cotetidot è guidato dai fratelli Yves e Jean-Pierre Confuron che seguono da sempre i principi dell’agricoltura tradizionale, evitando l’utilizzo di diserbanti o prodotti chimici di altro tipo. L’età delle vigne è un fattore importante che imprime uno stile peculiare ai loro vini, potendo contare su parcelle con oltre 70 anni di età. Un altro elemento determinante è la scelta di vinificare a grappolo intero, per conferire ai vini maggior concentrazione, colore e complessità. Il cru di Pinot noir Les Suchots si trova sul lato orientale di Vosne Romanée, circondato a est e a ovest da celebri Grand Cru, come Romanée Saint-Vivant e Richebourg, ed è influenzato da una gola che convoglia aria fresca proveniente da ovest.
La degustazione
2017
Una buona annata per la Borgogna, in grande equilibrio: non particolarmente calda né fredda. Al naso ha grande intensità. Le prime note che emergono sono quelle dolci di fragolina e di bacche nere. Fanno da cornice la rosa appassita, il cacao, le resine e una piacevole nota cinerea. In bocca è al contempo teso e avvolgente, con tannini evidenti ma morbidi.
2009
Vendemmia solare e generosa che ha prodotto uve eccezionalmente mature. Un deciso cambio di stile rispetto alla 2017, più scuro e carnoso. Gli aromi virano verso la china e la radice di liquirizia, il tabacco, le erbe balsamiche e note fumé. I tannini sono materici e decisi, il sorso caldo e pieno con una traccia ematica.
2008
L’annata è stata fredda rispetto alle altre, per cui è stata fondamentale la scelta di vendemmiare a ottobre inoltrato. La versione più erbacea ed esile, tesa e di colore scarico. Arriva subito al naso una nota fresca e leggermente terrosa di felce e fungo. Si alternano piacevoli profumi balsamici e floreali, di viola candita. È agile ma con grande impatto tannico. Il finale è lungo e minerale.
2007
Millesimo controverso, segnato da un inverno caldo, un’estate fredda e una fine della primavera molto piovosa. Note di agrume e bergamotto, resina e foglia di tè. Emergono anche note marine, di spezie dolci e potpourri. Il tannino è fine e ben integrato, la mineralità dona freschezza e supporta un’acidità di media intensità, generando una sensazione di armonia e bilanciamento.
1999
Un’ottima annata, molto generosa. Il profilo olfattivo è complesso e affascinante: ricco di incenso, agrumi canditi, frutti neri maturi, rosa appassita e foglia di menta. Al palato mostra grande armonia tra morbidezza e verticalità. Una nota umami completa un sorso potente ma elegante.