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Chianina & Syrah 2023, il festival che celebra l’identità enogastronomica di Cortona

4 Aprile 2023 Aldo Fiordelli

La manifestazione Chianina & Syrah si è tenuta dal 17 al 19 marzo nell’antico borgo etrusco, coinvolgendo oltre 40 Cantine locali produttrici di Syrah. Il modello stilistico è il Rodano, ma con una solarità mediterranea e una rotondità tutta toscana. Per imporsi sul mercato occorre fare massa critica.

Oltre 40 cantine, 50 chef di cui 12 stellati, una decina di produttori tra i migliori del Rodano e poi artigiani, sommelier, giornalisti e ospiti speciali come Fausto Arrighi, ex direttore Guida Michelin, e la Nazionale italiana macellai. Il festival cortonese Chianina & Syrah è diventato un evento di grande spessore enogastronomico, uno dei pochi capaci di coniugare un’eccellenza del cibo come la Chianina (e non solo le sue Fiorentine) con il vino simbolo di Cortona.

Il Syrah di Cortona

E la domanda è proprio questa. Syrah e Cortona sono un binomio identitario? La Doc è nata nel 2000, quindi a distanza di oltre 20 anni è lecito porsi una simile domanda. Con qualche eccellenza sparpagliata tra il Chianti Classico e sulla Costa Toscana o a ridosso delle Alpi in Val d’Aosta, la Sicilia di Camporeale sembra l’unica in grado comunque in parte di contendere il binomio Syrah e territorio a Cortona. Se non altro in termini di ettari. Non è una sfida, intendiamoci, si tratta di zone talmente diverse da poter esprimere stili altrettanto distanti tra loro. Cortona però ha avuto la forza di imporsi grazie ad alcuni suoi vini come zona principe per il Syrah in Toscana.

Le Cantine di riferimento

E i vini cosa dicono? In degustazione all’anteprima Sarà Syrah c’erano oltre 30 campioni di Cortona Doc Syrah, escludendo i rosati. Bisogna ammettere che tra brettanomyces, volatili, frutti sovramaturi e tannini verdi molti vini non erano in grado di esprimere un binomio vitigno territorio, ma piuttosto al contrario rischiavano di minarne l’identità. La Cortona Doc Syrah sembra cioè reggersi su un produttore fuoriclasse come Stefano Amerighi. È lui senza dubbio uno dei primi ispiratori insieme a un’altra grande personalità del territorio purtroppo mancata come Riccardo Baracchi e all’attuale solipsismo dei Tenimenti d’Alessandro. Ricordo personalmente di aver conosciuto Amerighi quando ancora non produceva vino, ma stava piantando le vigne.

Il pioniere Stefano Amerighi

Fu in occasione di una cena da uno che di Chianina se ne intende come Simone Fracassi. Amerighi era esattamente come oggi e negli occhi aveva la luce di ciò che sarebbe stato. Il suo Syrah 2020 e l’Apice 2019 sono esattamente il modello di primo e secondo vino di una cantina solida, dove ogni etichetta di biologico, biodinamico, vinificazione coi raspi alla borgognona o meno passano in secondo piano rispetto a qualità, complessità e identità dei vini. Il suo è uno stile che riassume il Rodano, perché c’è l’eleganza di Hermitage e la souplesse di Cornas, la bevibilità di Saint Joseph e la potenza della Côte-Rôtie. Ecco Cortona, a trovarle un’identità, è capace di dare una solarità mediterranea e volumetrica a un Syrah hermitagée. Amerighi non è solo in questo.

Gli altri nomi su cui scommettere

L’ultima etichetta di Fabrizio Dionisio completa la gamma anche in questo caso di un’azienda solida e con una personalità definita. La freschezza del Linfa, la complessità e l’ambizione del Cuculaia, e il Castagno tra i due. In questo caso i vini strizzano di più l’occhio alla Côte-Rôtie, il più settentrionale dei cru della Côtes-du-Rhône. Insieme a questi due riferimenti c’è qualche sprazzo. Il Polluce di Chiara Vinciarelli. Il Syrah di Leuta Winery e Laudario (I Vicini). Poi occorre una grossa riflessione tecnica e stilistica perché Cortona ha bisogno di esprimere maggiore massa critica per imporsi a un’attenzione internazionale. Amerighi è il primo a condividerne la necessità, come dimostra il suo impegno istituzionale a guidare la denominazione.   

Foto di apertura: Chianina & Syrah 2023 ha coinvolto più di 40 Cantine locali che producono Syrah

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