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Chi seguire sui social: Eric Asimov

24 Dicembre 2020 Anita Franzon

Eric Asimov@ericasimov su Instagram –  è tra le personalità più influenti del vino in tutto il mondo in quanto, dal 2004, è la firma “avvinazzata” del New York Times, quotidiano per cui lavora fin dal 1984.

Per Eric Asimov quella per il vino è una passione che nasce da lontano: appartenente a una famiglia di editori, scrittori e artisti, Asimov dichiara di essere affascinato dall’enogastronomia fin da quando era adolescente. «Nelle famiglie e nelle culture più illuminate il vino è in tavola come parte di un pasto. È un alimento base, come pane, riso, patate o sale, ed è così che lo intendo anch’io», spiega il critico che, allo stesso tempo, è anche un profondo sostenitore dei molteplici significati culturali, spirituali, economici, scientifici e sociali del nettare di Bacco.

Un critico sui generis

Nonostante Asimov abbia ben chiaro il significato del vino, il giornalista non ha, però, altrettanta sicurezza nel definire il suo ruolo: «Non mi considero un intenditore – almeno, non nel modo in cui il termine è generalmente usato per indicare una persona che abbia estremamente a cuore i vini vecchi e costosi – perché i grandi vini hanno molta importanza soprattutto per le discussioni che provocano e il contesto in cui vengono degustati, ma non possono mai mettere in ombra i piaceri quotidiani di una buona bottiglia».

Il vino non si può descrivere in una frase

Inoltre, Asimov, vuole distinguersi da buona parte della critica enologica, motivando così la sua scelta: «Dall’uva al bicchiere, il vino è un argomento straordinariamente vasto. Mi fa male vederlo ridotto a note di degustazione, ovvero sforzi comicamente troppo riduttivi per catturare aromi e sapori in una frase. Se vuoi sapere se un vino odora più di guajava o jackfruit, temo di non essere il tuo uomo».

Foto di apertura: The New York Times

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