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Chi era Fred Franzia?

20 Settembre 2022 Anita Franzon

È recentemente scomparso Fred Franzia. L’imprenditore californiano di origini italiane aveva 79 anni e ha rivoluzionato l’industria del vino statunitense opponendosi a ricarichi spesso folli e vendendo bottiglie e bag-in-box a prezzi popolari. Il suo marchio Charles Shaw, meglio conosciuto come ‘Two-Buck Chuck’ – bottiglia venduta a due dollari – è famoso in tutti gli States.

Per approfondimenti: CNN, Wine Spectator, SFGate, The New York Times e Grub Street

Franzia ha voluto portare il concetto di vino quotidiano sulle tavole di tutti gli americani. Quando gli hanno chiesto come poteva vendere vino a meno di una bottiglia d’acqua, ha risposto: «Perché paghiamo troppo per l’acqua».

Una storia di riscatto

Fred Thomas Franzia nacque il 24 maggio 1943 a Modesto, in California. I suoi nonni Giuseppe e Teresa Franzia fondarono un’azienda vinicola in California alcuni decenni prima, dopo essere emigrati dall’Italia. Nel 1949 i loro figli, tra cui il padre di Franzia, Joseph, rilevarono l’azienda, la Franzia Brothers Winery. Questa però venne acquistata dalla Coca-Cola Company nel 1973, spingendo il figlio Fred (insieme al fratello e a un cugino) ad avviare la propria impresa, la Bronco Wine Company, che oggi conta un portfolio di oltre 100 marchi. Franzia lascia cinque figli, quattordici nipoti, un fratello e due sorelle (CNN); era inoltre imparentato anche con un altro famoso produttore: Ernest Gallo, di Gallo Winery.

Un imprenditore del vino discusso

In buona parte la crescita della Bronco Wine Company è dovuta alle aziende vinicole in bancarotta. Tra queste, c’era un’etichetta con una forte reputazione tra i consumatori di vino, ma che nel 1995 fallì: era il marchio Charles Shaw, acquistato per poco più di $ 25.000 (Wine Spectator). Qualche anno dopo, Franzia iniziò a vendere quello stesso brand prima riservato alla ristorazione esclusivamente alla catena di supermercati Trader Joe’s per $ 1,99 a bottiglia ($ 2,99 fuori dalla California). Un vino a buon prezzo e di buona qualità poi soprannominato ‘Two-Buck Chuck’; si stima che ne siano state vendute più di 1 miliardo di bottiglie tra il 2002 e il 2018 (SFGate).

Ma ricordato da tutto il settore

La morte di Franzia ha fatto il giro delle testate giornalistiche statunitensi e in molti ne hanno ricordato le imprese; sia sostenitori, sia oppositori del suo modo di intendere il vino. I critici lo attaccarono temendo che il suo approccio e i prezzi bassi potessero screditare l’intero settore; dall’altra parte Franzia ha contribuito ad avvicinare gli statunitensi a un bere più moderato e quotidiano, perché alla portata di tutti.

Luci e ombre

Non sono, però, mancate anche alcune ombre intorno alla sua figura e alle sue attività. Nel 1993, per esempio, venne dichiarato colpevole per aver etichettato erroneamente circa 1 milione di galloni di vino classificati come Zinfandel e Cabernet Sauvignon, ma che nella realtà erano prodotti con uve meno costose. Dopo un patteggiamento e il pagamento di una multa, Franzia si è dimesso dalla carica di presidente di Bronco Wine, ma è successivamente tornato a esserne il direttore finanziario e poi l’amministratore delegato.

Contro il concetto di terroir

Poco dopo, l’imprenditore fece arrabbiare i viticoltori della Napa Valley per aver dichiarato i suoi prodotti come provenienti dalla famosa regione vinicola, cosa poi risultata non vera. Questo fatto spinse i produttori locali a richiedere una normativa – poi approvata – per poter etichettare un vino come proveniente da Napa solo se almeno il 75% delle uve è effettivamente coltivato nell’omonima valle. Ma per Franzia – che era famoso anche per non avere troppi peli sulla lingua – il terroir non contava nulla: «Possiamo far crescere l’uva anche sull’asfalto», disse in un’intervista nel 2007 (The New York Times e Grub Street).

Foto di apertura: John G. Franzia, Fred T. Franzia e Joseph S. Franzia nel 1974

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