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Chi è il wine investor digitale contemporaneo? La ricerca di eWibe

1 Giugno 2023 Civiltà del bere

Il mercato online dei vini pregiati è in forte crescita (+94% negli ultimi 10 anni) e una nuova generazione di investitori italiani (età compresa  i 27 e i 44) ha deciso di puntare su questo asset. Rossi in pole position, seguiti solo a distanza dalle bollicine, mentre i bianchi sono ancora poco attrattivi.

Quali sono le principali caratteristiche dell’investitore in vino contemporaneo che opera in rete? Se l’è chiesto eWibe, piattaforma di live market specializzata in vini pregiati, che ha condotto una ricerca su un campione rappresentativo di 1.000 investitori di fine wines.

Provenienza, età e tipologie di vini

Dall’analisi emerge il primato della Lombardia: 4 investitori digitali su 10 (40,8%) risiedono in questa regione.  Secondo posto per la Toscana (9,3%) e terzo per il Veneto (8,2%). Quanto all’età, il 38% del campione ha tra i 27 e i 32 anni, seguito dalla fascia 33-38 anni (18%) e da quella 39-44 anni (14%). Tra le tipologie spicca il vino rosso, scelto nell’82% dei casi, seguito – ma a distanza – dalle bollicine (17%), mentre i bianchi risultano decisamente poco attrattivi (1%). Il 45,9%degli intervistati investe su vini provenienti dalla regione della Toscana, seguita da Bordeaux (20,1%), Champagne (15,2%) e Piemonte (15,2%).

Il capitale e gli obiettivi

Un investitore digitale su 2 (53,2%) dedica ai fine wines fino al 5% del proprio portafoglio investimenti. Uno su 3 (29,9%), invece, tra il 5% e il 10%, mentre uno su 10 (10,4%) investe fino al 20% del capitale in vini pregiati. Per il 50,9% degli intervistati è la passione per il vino la principale leva di investimento, mentre il 32% lo fa essenzialmente per diversificare il portafoglio. Ancora, il 12,1%, infine, investe poiché è attratto dal potenziale di questo asset, che negli ultimi 10 anni ha generato una crescita cumulata pari al +94%.

Un mercato in forte crescita ed evoluzione

«Il settore dei vini pregiati da investimento si sta evolvendo», spiega Edoardo Maria Lamacchia, fondatore e ceo di eWibe. «Accanto ai collezionisti tradizionali, sta emergendo la figura dell’investitore digitale, un utente appassionato e curioso. Questa nuova generazione di investitori è sempre alla ricerca del maggior numero di informazioni possibili sul mondo dei fine wines. Così come di formazione, perché anche investire in un asset alternativo con una forte componente passionale come il vino, richiede sempre un alto livello di attenzione». L’obiettivo della piattaforma di eWibe è quello di «aprire sempre di più un mercato con forte potenziale, ma tradizionalmente chiuso e riservato ai collezionisti».

Foto di apertura: un investitore digitale su 2 (53,2%) dedica ai fine wines fino al 5% del proprio portafoglio investimenti © M. Spiske – Pexels

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