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Chi ci importa di più? (III): il vino italiano occupa il 35,5% delle quote in Germania

24 Ottobre 2012 Civiltà del bere
Prosegue il nostro viaggio alla ricerca di Chi ci importa di più? sul versante vinicolo. Dopo il focus dedicato agli Stati Uniti, oggi i riflettori sono puntati sulla Germania. I dati sono quelli del Dipartimento del commercio Usa, che non coincidono con quelli Istat ma ci permettono di avere dei riscontri omogenei tra le nazioni confrontando le “quote” in valore delle importazioni nell’arco del triennio 2009-2011. GERMANIA AL SECONDO POSTO DOPO GLI USA - La principale destinazione estera delle etichette italiane, ormai da qualche anno, è rappresentata dagi Stati Uniti; ma il comando dell’Italia si afferma anche in Germania e in Russia. La Germania, in particolare, è il secondo sbocco del vino nazionale. Qui, la quota del prodotto italiano ha toccato nel 2011 il 35,5%, con qualche erosione rispetto agli anni precedenti, mentre la Francia si è fermata al secondo posto, attorno al 28%. A distanza, appare significativa la crescita della Spagna sul mercato tedesco, che in tre anni è salita dall’11,9% al 14,1%. SUL TRIENNIO 2009-11 - Analizzando i dati nel dettaglio, la performance in valore del vino italiano in Germania si attesta a 761.962.590 euro nel 2009, che scendono, seppur di poco, a 761.185.660 euro nel 2010 per raggiungere gli 829.122.350 euro nel 2011. Le quote di mercato, espresse in percentuali passano dal 36,8 nel 2009 al 36,4 l’anno dopo, per rimontare al 35,5 del 2011. La variazione complessiva nel corso dei tre anni è pari al 8,8%. Domani al centro dell’analisi ci sarà il Regno Unito.

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