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Censimento delle Vecchie Vigne: la Liguria

15 Ottobre 2021 Aldo Fiordelli

Non ricopre un’ampia percentuale (il 30%), ma il vigneto antico della regione risale in alcuni casi all’Ottocento, prima dell’avvento della fillossera. Le varietà più resistenti sono Rossese e lo storico Massarda. Per segnalare vecchie vigne di oltre i 30 anni d’età scrivere a redazione@civiltadelbere.com.

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La Liguria fu una delle prime regioni a essere colpite dalla fillossera, che qui arrivò da Marsiglia. Lo ricorda Giovanna Maccario Dringenberg parlando dei vecchi alberelli di Rossese, ma anche della Massarda, storico vitigno che ha proprio resistito alla pandemia della Vinifera. L’età dei vigneti liguri, quindi, è in parte antica o molto antica rispetto alla media. Ciò riguarda i vecchi alberelli di Rossese, ma anche un vitigno in voga come il Vermentino, o Bosco e Albarola nelle Cinque Terre. Qui i vigneti sono stati abbandonati o le singole viti ripiantate a causa della flavescenza dorata, quindi perlopiù da considerarsi “vecchi”.
Da citare, benché già in Toscana come confine, il Candia dove si trovano vigneti dei primi anni del Novecento e addirittura del 1876. Per il resto, come sottolinea l’enologo Giorgio Baccigalupi, «il 70% delle vigne è da considerarsi giovane». Eccezioni nelle zone di Belvedere e Sarticola a Ortonovo o in quella di Arcola i vecchi vigneti del conte Picedi in una cresta tra il Magra e il Golfo dei poeti.

Linero

Vigna del Generale, Colli di Luni Vermentino Superiore Doc

La Vigna del Generale prende il nome dal generale Tognoni, rimasto ceco durante la guerra e dedicatosi alla viticoltura. Fu tra i primi imbottigliatori nel Levante ligure, era apprezzato da Veronelli e da Soldati che col generale solevano degustare. Siamo nella zona di Castelnuovo Magra. Qui i vigneti erano all’epoca piantati con le varietà più comuni come Barbera e Trebbiano, ma non senza Vermentino. Le vigne risalgono al Dopoguerra. Oggi sono condotte dall’azienda Linero che produce 2.000 bottiglie di “del Generale”, un bianco teso e minerale.

Maccario Dringenberg 

Luvaira, Rossese di Dolceacqua Doc

Il Luvaira di proprietà di Giovanna Maccario Dringenberg è un vigneto di Rossese e Massarda. La caratteristica dei suoli è quella di essere basati su marne argillose in mezzo a una zona di basi calcaree. Si tratta di antichi alberelli centenari. Dei 9.000 mq di proprietà, 3.800 ospitano viti con oltre 100 anni d’età. Non si sa se su piede franco o portinnesto. Da una parte la Massarda ha resistito alla fillossera, dall’altra Mario Calvino, padre dello scrittore, fu il primo a importare portainnesti dalla Francia. Questo Rossese ha particolare morbidezza, equilibrio e un’interminabile persistenza.

Cantine Lunae

Etichetta Nera, Colli di Luni Vermentino Doc

Diego Bosoni è probabilmente il produttore ligure col maggior numero di ettari. Benché il suo sviluppo sia recente grazie al successo del Vermentino, l’azienda alla terza generazione conta anche su vigne vecchie. L’esempio principe è il Pian dell’Asino, nella zona di Luni, piantata dal nonno di Diego, 2 ettari di Vermentino di 50-60 anni.

Terenzuola 

Cinque Terre Doc

Terenzuola ricorda come in certe vigne della Lunigiana, regione con 5.000 anni di storia, le vigne storiche o eroiche richiedano anche 1.200 ore/ha di lavoro per persona. Una delle più vecchie dell’azienda però si trova nelle Cinque Terre, meno di 1 ettaro a Costa da’ Posa, 200 metri sul livello del mare, dove Vermentino, Bosco e Albarola hanno circa 90 anni. La salmastra mineralità di questi vini è impressionate.

Foto di apertura: alberello centenario di Maccario Dringenberg che dà vita al Rossese di Dolceacqua Luvaira

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