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Carpenè Malvolti: nella turbolenza cresce la qualità

14 Giugno 2010 Monica Sommacampagna
Una storica tradizione, quella di selezionare tra i propri viticoltori il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg più meritevole, e uno sguardo aperto al futuro, per cogliere tutte le opportunità offerte dalla sinergia con il Gruppo Italiano Vini, partner scelto quest’anno per rafforzare la propria distribuzione in Italia. Questi i due orizzonti per Carpenè Malvolti spiegati dal presidente Etile Carpenè e dal direttore generale Antonio Motteran nel corso della quattordicesima edizione del Trofeo Scudo d’oro Viticoltori, svoltosi il 10 giugno nella sede della Carpenè  Malvolti a Conegliano (Treviso). «Con la competizione stimolata dalla Docg ci aspettiamo anni turbolenti per il mercato, la nostra strategia per i prossimi tre anni è consolidare la leadership in Italia e all’estero, soprattutto in Svizzera, Germania, Giappone, Canada e Inghilterra grazie a partner molto forti», ha detto Motteran, «In particolare dobbiamo evitare che con la vendemmia 2010 ci siano aumenti dei prezzi sproporzionati rispetto ai mercati: incrementi superiori al 5% possono rallentare la crescita a livello internazionale». Positivi i test di gradimento degli spumanti Carpenè Malvolti nelle parole di Davide Mascalzoni, direttore generale del GIV, e da parte del management, che ha annunciato 160 degustazioni in punti vendita della Grande distribuzione italiana per aumentare la conoscenza dei prodotti Carpenè. Tra le iniziative anche una nuova campagna pubblicitaria, il rafforzamento delle attività di relazioni pubbliche e web. E mentre fioccavano gli applausi per i cinque viticoltori Pierina Bortoluz di Saccol, Stella Chech di Farra, Argeo Sartori e Abele Adami di Santo Stefano e F.lli Zilli di Col San Martino, che firmeranno un Prosecco distribuito in un numero limitato di bottiglie a enoteche, ristoranti e wine bar, Antonio Motteran, a capo della realtà nata nel 1868 e che oggi totalizza un fatturato di circa 22 milioni di euro per un totale di circa 5,3 milioni di bottiglie, ci spiegava: «I rischi dei prossimi anni legati alle forti oscillazioni nel valore delle materie prime, ai fenomeni di aggregazione del business, alle frequenti discontinuità finanziarie possono essere arginati puntando sulla qualità superiore della Docg, che sarà vincente. Per noi significa non solo mettere l’accento sulla nostra tradizione e rafforzare le sinergie con i nostri viticoltori, ma anche lavorare con tecnologie sempre più affidabili, credere nella sostenibilità e mettere al centro il consumatore, premiandolo con un buon rapporto qualità-prezzo».

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