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Cantina Bolzano: vini d’alta quota frutto di una vendemmia eccezionale

Cantina Bolzano: vini d’alta quota frutto di una vendemmia eccezionale

Complice un’annata straordinaria come la 2021 e scelte di vigna e cantina coraggiose, Cantina Bolzano preannuncia vini di altissima qualità: fruttati, fini e molto eleganti. A far da padrone saranno Schiava e Sauvignon, accompagnati da ottimi Chardonnay, Pinot bianco, Gewürztraminer e Lagrein.

La neve ha ricoperto i pendii delle colline su cui si trova la maggior parte dei vigneti di Cantina Bolzano, lasciando andare in letargo la vigna, e i vini riposano nell’avveniristica struttura del quartiere di San Maurizio in attesa della maturazione in legno. Ma i primi assaggi già preannunciano i risultati di una vendemmia 2021, che l’enologo Stephan Filippi definisce “eccezionale”, grazie a scelte coraggiose, e che darà vini fruttati, fini e molto eleganti. Perciò aspettiamoci Schiava sorprendenti, così come ottimi Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco, Gewürztraminer e Lagrein capaci di esprimere l’essenza del territorio.  

Cantina Bolzano
«I nostri vini sono frutto di una comunità di viticoltori e collaboratori che rispettano il loro territorio», dice il direttore generale Klaus Sparer

Vini che nascono ai piedi delle montagne

I vini di Cantina Bolzano, che conta 340 ettari suddivisi tra 224 soci viticoltori, sembrano discendere dalle montagne e sono testimonianza di una viticoltura eroica. Infatti l’86% dei vitigni coltivati sono distribuiti in zona collinare e arrivano a superare anche il 70% di pendenza. Le condizioni di forte pendenza limitano la meccanizzazione e impongono scelte come l’inerbimento e la pacciamatura, per evitare smottamenti del terreno. «Riduciamo gli interventi sull’uva, sul mosto e sul vino allo stretto necessario», dice il direttore generale Klaus Sparer, «perché siamo consci che ogni operazione in più dà al vino qualcosa di meno e anche perché ogni famiglia conferitrice così come ogni singolo collaboratore è il prodotto di una comunità che ha rispetto per il suo territorio patrimonio Unesco».

Una vendemmia perfetta

Quest’anno la vendemmia è stata tardiva ma incredibile. È partita con un ciclo vegetativo in ritardo rispetto alla media degli ultimi anni, a causa di una primavera fresca. La stagione secca, soprattutto dopo la fioritura, ha fatto sì che gli acini rimanessero piccoli. D’estate il periodo di maturazione è stato perfetto, consentendo di ottenere uve sane e acini belli. Questo ha permesso di dar vita a vini strutturati con sapori concentrati, precisi e decisi. Un vero dono di Madre Natura. Anche l’escursione termina, tipica altoatesina, ha inciso positivamente. «L’alternanza di giorni miti e notti fredde nel periodo della pre-raccolta e della vendemmia è sempre decisiva per l’aspetto fruttato del vino», spiega Stephan Filippi. La maturazione è andata a rilento e la vendemmia si è conclusa con due settimane di ritardo rispetto allo scorso anno.

«L’alta qualità dipende anche da scelte coraggiose, come ritardare il momento della raccolta per giungere alla perfetta maturazione», spiega l’enologo Stephan Filippi

Scelte coraggiose e imprevisti

Tra le scelte determinanti per l’alta qualità dei vini, c’è quella del momento giusto per la raccolta. «Occorre studiare costantemente la situazione meteo e controllare continuamente l’esatta maturazione delle uve», spiega l’enologo «e, se non è ancora giunto il momento perfetto, avere il coraggio di prendere decisioni scomode e attendere ancora per la vendemmia». Decisivo per l’alta qualità è poi un rapporto eccellente tra pianta e grappolo che mira al contenimento delle rese. Seguendo il suo motto “poco ma buono”, Filippi le riduce fino ad arrivare a 1 kg per pianta, che corrisponde a circa una bottiglia di vino a vite. E in cantina non si accettano compromessi, come quando, nel 2019, si è deciso di non produrre l’etichetta iconica Taber a seguito di una grandinata che ne aveva compromesso il raccolto.

L’attesa che ripaga

Non è il caso dell’eccellente vendemmia 2021, che darà invece bianchi molto fruttati, strutturati, con una gradazione alcolica abbastanza consistente e, allo stesso tempo, un’acidità presente. «Raramente abbiamo parametri analitici così interessanti che consentono ai vini di avere una vita molto lunga», continua Filippi. «“Dimenticare” una bottiglia in cantina per 5-6 anni potrebbe rivelare piacevoli sorprese. Questa è una grandissima annata per il Sauvignon, ma anche lo Chardonnay, il Pinot bianco e il Gewürztraminer promettono molto bene. La varietà che davvero sorprende, quest’anno, è la Schiava: il Santa Maddalena ha beneficiato dell’alternanza termica tra giorno e notte, che ha esaltato gli aromi tipici di quest’uva». Ottima vendemmia anche per il Lagrein. «Ci aspettiamo vini fruttati», conclude l’enologo, «e aver ritardato la raccolta ripagherà l’attesa».

CANTINA BOLZANO
via San Maurizio 36
Bolzano
0471.27.09.09
info@cantinabolzano.com
www.cantinabolzano.com/it/
www.kellereibozen.com/it/vinarius-wineshop/
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Foto di apertura: Cantina Bolzano conta 340 ettari suddivisi tra 224 soci viticoltori

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© Riproduzione riservata - 27/12/2021

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