Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

Bottiglie contro l’inquinamento

Bottiglie contro l’inquinamento

Vino che aiuta l’ambiente. Dalla Cantina australiana che rimuove plastica nel mare per ogni bottiglia venduta, alla ricerca di packaging alternativi al vetro, agli studi di metodi innovativi di controllo delle malattie della vite.


La missione della Cantina australiana The Hidden Sea non è solo fare buon vino, ma farlo per rimuovere un miliardo di bottiglie di plastica dagli oceani entro il 2030.

Il vino che aiuta a rimuovere la plastica dagli oceani

Per Justin Moran, il co-fondatore del progetto, gli australiani non possono più aspettare: «In media ogni persona smaltisce 55 kg di plastica ogni anno, la maggior parte dei quali finisce nei nostri oceani», afferma. E così continua: «I nostri oceani stanno soffocando e occorre intraprendere un’azione urgente. Sebbene non sia la nostra plastica, questo è il nostro pianeta». Per ogni bottiglia di vino acquistata, il marchio si è impegnato a rimuovere l’equivalente di 10 bottiglie di plastica dall’oceano in un processo completamente tracciabile, in modo da poter monitorare i risultati reali del bene fatto attraverso una partnership con ReSea Project (Winetitles).

Confezionamenti alternativi e sostenibili, qual è la percezione dei consumatori?

Risponde a questa domanda uno studio italiano ripreso sul blog Science&Wine. Il vetro è, infatti, l’imballaggio più comunemente usato per il vino in tutto il mondo. A causa però dell’elevata incidenza del suo peso e dell’enorme consumo di energia per la produzione, ha un grande impatto ambientale. Si tende, però, a confondere il concetto di riciclabilità con quello di sostenibilità e per questo motivo l’uso di alternative di confezionamento più leggere (come bag-in-box, cartone asettico o bottiglie in PET) è visto con diffidenza, anche se potrebbe ridurre significativamente l’impatto ambientale del ciclo di vita del vino.

Molta diffidenza

I risultati di un’indagine svolta su un campione di mille consumatori di vino italiani sono eloquenti; il 91% degli intervistati non è disposto a considerare alternative al vetro principalmente perché considera gli imballaggi alternativi non adatti a contenere vino. Nonostante ciò, dopo una corretta informazione, il 62% di loro dichiara di essere disposto a rivalutare la propria posizione. È questo un dato che potrebbe essere un utile suggerimento per i produttori di vino che vogliono differenziarsi dalla concorrenza anche attraverso diversi packaging e così conquistare interessanti nicchie di mercato.

Fondi per un’agricoltura senza pesticidi

Succede in Francia, dove saranno stanziati 3 milioni di euro per lo sviluppo di metodi innovativi di controllo delle malattie della vite. Il progetto “Vitae, coltivare la vigna senza pesticidi” coordinato dall’Istituto nazionale per la ricerca in agricoltura, alimentazione e ambiente (Inrae) Bordeaux-Aquitaine, prenderà il via nel 2021 e riunirà più di 60 ricercatori per 6 anni. Gli scienziati lavoreranno in particolare sulla resistenza genetica della vite e sul biocontrollo, ma esamineranno anche le aspettative dei consumatori e i cambiamenti sociali necessari per portare la viticoltura verso l’agroecologia (Vitisphere).

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© Riproduzione riservata - 08/10/2020

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