Dal mondo Dal mondo Emanuele Pellucci

Borgogna 2019: la magia delle annate che terminano col 9

Borgogna 2019: la magia delle annate che terminano col 9

In Borgogna l’hanno definita “la magia degli anni che terminano col 9”. Anche quest’ultima vendemmia, come già quelle del 1989, 1999 e 2009, si annuncia infatti di elevato livello, nonostante la 2019 sia stata un’annata singolare e fortemente contrastata.

Secondo il giudizio del Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne, infatti, l’andamento dell’annata ha portato molto stress ai viticoltori, anche se la raccolta non ha avuto intoppi con un risultato che ha soddisfatto gli addetti ai lavori oltre le più rosee aspettative. I Borgogna 2019 “mostrano una grande freschezza, e delizieranno sicuramente gli amanti del nostro territorio”, dicono gli esperti locali. Unico aspetto negativo: la quantità inferiore alla media.

Una vendemmia singolare

Grazie a un inverno piuttosto mite, il ciclo vegetativo è iniziato abbastanza presto e anche le temperature miti di marzo hanno consentito una buona evoluzione della vite. Purtroppo le gelate della prima metà di aprile hanno avuto impatti negativi in varie zone, in particolare nel Mâconnais. La situazione è migliorata a partire da maggio e per tutta l’estate le viti hanno mantenuto un eccellente stato sanitario fino alla raccolta. Questa è iniziata il 30 agosto per le uve destinate al Crémant de Bourgogne, mentre la raccolta per i vini fermi una settimana dopo ed è durata fino a metà ottobre. Tutto ciò è stato possibile grazie alle ottime condizioni dell’uva e al mantenimento di una situazione metereoligica favorevole.

Come saranno i bianchi e rossi di Borgogna 2019

La vendemmia 2019 nei bianchi di Borgogna è caratterizzata da grande purezza aromatica e notevole equilibrio, con i rossi che presentano note eleganti, tannini morbidi e una piacevole freschezza. È sicuramente un’annata che si evolverà molto positivamente. Bene anche i vini destinati ai Crémant, con Chardonnay ricchi di aromi agrumati, Pinot noir raffinati supportati da una bella freschezza, Gamay più leggeri dove dominano la fragola e il pompelmo, e infine gli Aligoté ancora un po’ chiusi ma molto attraenti.

Filari innevati di Domaine de la Romanée-Conti

2009, un’altra grande annata “in 9”

Anche il millesimo 2009 aveva goduto di condizioni ideali durante l’intero ciclo, e in particolare al momento della maturazione, con sole e calore durante i mesi di agosto e settembre dando una materia prima straordinaria. Il carattere autentico di questi vini, già percepibile dopo i primi mesi dalla vinificazione, è stato poi confermato sia al momento dell’imbottigliamento che negli anni successivi.

Annata con una lunga vita

Sia tra i bianchi dello Chablis e dell’Auxerrois, ma anche del Mâconnais, che tra i rossi delle Côtes Chalonnaise e di Beaune, e ancor più nella Côte de Nuits, la vendemmia 2009 ha dato vini superbi dai grandi aromi, equilibrati e con una materia importante confermando come questo sia considerato un bellissimo millesimo da lungo invecchiamento. Di conseguenza, vendemmia precoce per le uve destinate al Crémant de Bourgogne per garantire acidità e freschezza insieme a una bella struttura. Il tutto espresso attraverso i caratteri tradizionali delle varietà impiegate: note di agrumi e fiori bianchi per lo Chardonnay, frutti rossi per il Pinot Noir.

1999: grande millesimo da invecchiamento

L’annata 1999 era stata caratterizzata da temperature medie più elevate della norma; in particolare a partire dal mese di agosto, le condizioni sono state ideali per dare uve perfettamente sane. Anche il volume della raccolta era stato superiore alla media dei cinque anni precedenti. Il risultato è stato di avere vini bianchi degni dei grandi millesimi borgognoni, specie nella Côte Chalonnaise e nella Côte di Beaune. Stesso discorso per i vini rossi, eleganti e potenti, con nasi esuberanti e complessi dove il frutto è presente ovunque. Vini equilibrati destinati al lungo invecchiamento.

Nel 1989, Chardonnay eccezionali

Tornando indietro di un altro decennio, ecco la 1989, dall’andamento vendemmiale alternato e con un periodo di raccolta anticipato, ma con uve in buono stato sanitario. Tra i bianchi lo Chardonnay ha beneficiato di una maturazione eccezionale dando vini bianchi generosi e di grande ampiezza. Di buon livello i rossi, seppure inferiore ai vini dei decenni precedenti, con un buon livello di intensità e con tannini dolci e accattivanti.

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© Riproduzione riservata - 26/12/2019

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