Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

Bordeaux 2020, le prime impressioni en primeur

Bordeaux 2020, le prime impressioni en primeur

Come accadde lo scorso anno, anche la campagna en primeur 2020 a Bordeaux è stata condizionata dalla pandemia. Mentre diverse riviste hanno messo a disposizione (gratuitamente o a pagamento) report costantemente aggiornati sugli assaggi e i prezzi, proseguono le uscite: ad aprire le danze è stato Cheval Blanc. Intanto la critica tira le prime somme: la 2020 a Bordeaux si può annoverare tra le annate classiche con ottimi risultati, in particolare per il Merlot. Rispetto alla campagna 2019, che fu un successo grazie a una combinazione quasi senza precedenti di alta qualità e nette riduzioni dei prezzi, ora i produttori bordolesi sperano nella ripresa economica e si concentrano sulla creazione di vini freschi ed espressivi e su un approccio sostenibile.

Per approfondimenti: Liv-ex, Decanter, Liv-ex, Decanter, Wine-Searcher, Liv-ex, Jancis Robinson e The drinks business


Liv-ex mette gratuitamente a disposizione il report “Bordeaux 2020: A sense of déjà vu”, in cui analizza il contesto globale della campagna en primeur 2020, fa una panoramica della vendemmia ed esamina il mercato attuale riportando l’andamento dei prezzi. Anche Decanter ha una pagina dedicata all’en primeur aggiornata di giorno in giorno con articoli gratuiti e approfondimenti a pagamento.

Cheval Blanc apre le danze

Segnando l’inizio ufficiale di Bordeaux en primeur 2020, il famoso Château ha stabilito un prezzo di 380 euro a bottiglia franco cantina, in crescita del +2,7% rispetto al 2019 (370 euro), quando aveva fatto scalpore per una riduzione del 30% sul prezzo di uscita del 2018. Il modesto aumento di quest’anno tiene conto del buono stato di salute di un mercato non più colpito dai dazi statunitensi e accarezzato da un velo di ottimismo legato al miglioramento della crisi pandemica. Château Cheval Blanc di quest’anno è un blend di 65% Merlot, 30% Cabernet Franc, 5% Cabernet Sauvignon ed è risultato tra i preferiti del critico Jean-Marc Quarin, che gli ha assegnato 99 punti (Liv-ex).

Le uscite più recenti

Château Angélus e Château Pavie si sono recentemente uniti al collega di St-Emilion Château Cheval Blanc nella giostra dell’en primeur 2020 e, insieme a loro, Château Léoville Barton: tra le prime uscite della Rive Gauche. Jane Anson di Decanter ha assegnato sia a Pavie 2020, sia ad Angélus 2020 97 punti elogiando di quest’ultimo il fascino discreto: “Questo è un Angélus elegante, equilibrato e ben realizzato”, ha scritto. Il prezzo di uscita è di 260 euro a bottiglia, in aumento del 13% rispetto al 2019. Léoville Barton 2020 ha ottenuto 94 punti e secondo Jane Anson “l’austerità dei tannini è al momento molto accentuata”.

La critica tira le prime somme: un’annata classica e ottimi risultati per il Merlot

Secondo quanto riportato da Wine-Searcher, la 2020 si può considerare come un’altra annata “classica” di Bordeaux, così come la 2018 e la 2019. In generale, i vini si distinguono per una diffusa eleganza con tannini molto presenti, ma in molti casi già setosi e integrati. Il Merlot, in particolare, ha dato ottimi risultati su entrambe le sponde, tanto che James Suckling ha definito la 2020 bordolese “un’annata da Merlot” (Liv-ex), uva vendemmiata prima dell’ondata di caldo e di temporali che a settembre avevano invece colpito il Cabernet Sauvignon. Si può notare, inoltre, una tendenza ad aumentare le percentuali di Petit Verdot e Malbec nei tagli bordolesi, poiché molti produttori hanno constatato che queste uve potrebbero reagire meglio al cambiamento climatico in atto.

Vini freschi ed espressivi, ma anche sostenibili

Secondo la Master of Wine Jancis Robinson, assaggiare i Bordeaux del 2020 è stata una vera gioia, non da ultimo perché così tanti produttori stanno sfidando annate sempre più calde e secche con vini “deliziosamente freschi ed espressivi”. Questo grazie a quella che potrebbe essere descritta come una “rivoluzione”, spiega la giornalista che registra un importante cambiamento in atto. Anche qui, infatti, i vini cominciano a non essere più “espressioni ricche e concentrate di competenza enologica (…), ma una combinazione del Bordeaux tradizionale con una raffinata e moderna concezione della vinificazione”. Sono sempre di più, inoltre, i famosi Châteaux di Bordeaux che si stanno dedicando a una viticoltura green e, secondo un rapporto pubblicato dal Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux (CIVB) poi riportato da The drinks business, questa regione può ora vantare il maggior numero di produttori certificati di vino sostenibile in Francia.

Foto di apertura: Bordeaux en primeur – © Decanter – FreeProd, Alamy Stock Photo

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© Riproduzione riservata - 20/05/2021

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