In Italia

In Italia

Bisci: il bello della terza età

17 Marzo 2011 Roger Sesto
L'azienda Bisci è costituita da una superficie di circa 75 ettari, tutti nel territorio del Verdicchio di Matelica. Gli ettari vitati sono 19, di cui 13 a Verdicchio. Esposta a sud, la vigna è a media collina, fra i 300 e i 350 metri, su suoli argilloso-subalcalini, fortemente calcarei. Tra i vini di punta  figura il Vigneto Fogliano, Verdicchio di Matelica, ottenuto dalla vinificazione di una selezione di uve provenienti dai migliori vigneti e solo nelle annate più favorevoli. È un bianco di struttura, commercializzato dopo almeno 18 mesi di affinamento, di cui 3 in bottiglia. È longevo e capace di svelare con il tempo tutte le sue complesse sfumature, costituite da nuance minerali e di clorofilla, ricordi speziati di anice, toni tipicamente mandorlati, sapidi e lievemente mielati, e scopre gradualmente le proprie qualità, i profumi caratteristici insieme al tipico gusto leggermente amarognolo che richiama la mandorla. Aroldo Bellelli, agronomo ed enologo della Cantina, tiene a spiegare: «Bisci fin dalla sua nascita», all’inizio degli anni Ottanta «ha commercializzato i suoi Verdicchio non prima di due anni dalla vendemmia; questo perché sia le caratteristiche del vitigno: generoso in acidità, sia il particolare terroir: altitudine e condizioni climatiche con elevate escursioni termiche, non solo permettono di produrre vini con notevole propensione all’invecchiamento, ma capaci di esaltarsi con il trascorrere degli anni, soprattutto a livello di sviluppo di complessi aromi terziari». Chiediamo quali siano le migliori annate di Vigneto Fogliano conservate in cantina o che si possono trovare nella ristorazione o in enoteca. Ci dice: «In realtà noi amiamo tutte le nostre annate ed è difficile scegliere tra loro, anche perché il nostro terroir garantisce una certa costanza qualitativa anche nelle vendemmie climaticamente meno fortunate, ma se dovessi dirne alcune in particolare, partirei senz’altro con la strepitosa 1988, le originali 1991 e 1992, la complessa 1998 (annata unica, in cui producemmo anche il Senex, uscito dopo molti anni di affinamento), con quei ricordi di anice stellato, pesche gialle mature, acacia e camomilla, la classica 2001 e le ancora giovani e in divenire 2006 e 2007».
Tag

In Italia

Vino contemporaneo: poliedrico e ricercato

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Si apre un nuovo capitolo per la Malvasia delle Lipari

Dall’amicizia tra Thomas Duroux (Château Palmer a Margaux) e Antonino Caravaglio, produttore […]

Leggi tutto

Simply the best: a Milano 229 vini di 65 tra le Cantine più premiate d’Italia

La manifestazione di Civiltà del bere si conferma uno degli appuntamenti più […]

Leggi tutto

Dalla F1 al vino: Eleusi è l’altra vita lenta di Mattia Binotto

L’ex team principal di Ferrari, oggi responsabile della grande operazione Audi in […]

Leggi tutto

Il nuovo stile di Sapaio, con vista sul Giglio

Una mini verticale del bolgherese Sapaio, rosso di ricerca – anche personale […]

Leggi tutto

Vino contemporaneo: inclusivo e integro 

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Tedeschi con La Fabriseria e Marne 180 cerca dettaglio e longevità

Attraverso una verticale di due storiche etichette, un Valpolicella Classico Superiore e […]

Leggi tutto

Le Manzane: le cinque anime di Springo

Una collezione di bollicine Conegliano Valdobbiadene moderne e ricercate, che celebrano il […]

Leggi tutto

Costa Arènte: tipicità, rispetto e precisione enologica in Valpantena

La filosofia che guida le Tenute del Leone Alato si concretizza nell’azienda […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati