Nel commercio estero il vino perde, nell’arco gennaio-novembre 2025, -3,7% in valore rispetto al consuntivo del 2024. Malgrado il fattore dazi, resiste la leadership Usa, primo nostro sbocco enologico. Gli spumanti continuano a primeggiare
Il quadro statistico del commercio estero 2025 del Paese si basa sull’arco gennaio-novembre dell’anno. Dicembre sposterà i consuntivi, al massimo, di qualche decimale. I dati Istat disponibili sono perciò ampiamente sufficienti per tracciare trend annuali affidabili e stabilizzati. Diciamo, intanto, che lo scenario economico mondiale dell’anno è stato poco dinamico, faticoso, e comunque assai più complesso di quello che aveva caratterizzato il 2024. Le novità recate soprattutto dalla politica economica movimentista e muscolare della nuova amministrazione Trump hanno fatto irruzione sui rapporti internazionali, recando scommesse aggiuntive, assieme alla necessità di trovare nuovi equilibri soprattutto in tema di rapporti commerciali.
Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium