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Bentu Luna: ecco i rossi Susu e Be Luna

Bentu Luna: ecco i rossi Susu e Be Luna

Bentu Luna, il nuovo progetto enologico di Gabriele Moratti, prende forma tra le province di Oristano e Nuoro, forte di un patrimonio di vigneti tra i 35 e i 115 anni. Gli ultimi nati aziendali, un Cannonau in purezza e un blend di Bovale sardo, Monica e Cannonau, escono dai canoni enologici dell’isola.

Se il buongiorno si vede dal mattino, Bentu Luna si avvia a un futuro decisamente splendente. Nel suo anno d’esordio il progetto enologico di Gabriele Moratti nell’entroterra sardo si è subito conquistato il titolo di “Cantina emergente 2022” per il Gambero Rosso, mentre il rosso Sobi è stato insignito dei Tre Bicchieri.

Il modello francese delle vielles vignes

«Inutile dire che questi primi riconoscimenti ci riempiono d’orgoglio e ci spronano a proseguire nel progetto di “Umanesimo del vino” che Bentu Luna sottende», commenta l’amministratore delegato Gian Matteo Baldi. «La nostra è un’avventura più unica che rara: siamo tra le poche realtà vinicole italiane, che punta alla riqualificazione e valorizzazione delle vecchie vigne, sul modello francese delle vielles vignes. Le piante, per lo più ad alberello, vanno dai 35 fino ai 115 anni d’età e rappresentano un patrimonio prezioso, il lascito di una cultura vinicola millenaria che è partita dalla Sardegna per poi diffondersi in tutto il bacino del Mediterraneo».

Un contesto dalla forte impronta familiare

La Cantina ha sede a Neoneli, in provincia di Oristano, e i vigneti si trovano tra il Mandrolisai – uno dei 14 Paesaggi rurali d’interesse storico italiano – e il Barigadu, nel Nuorese. «Per usare un’immagine efficace, Neoneli potrebbe essere definita come un Jurassic Park della viticoltura. Qui negli ultimi 200 anni, la destinazione del suolo è rimasta invariata in un’antica confluenza tra microclima, qualità del suolo e lavoro dell’uomo, che opera secondo una concezione di naturale eredità familiare e di non proprietà. I piccoli centri abitati sono circondati da campi, ognuno con una specifica destinazione come l’allevamento, il pascolo, la frutticoltura… Tutte le vigne sono sempre state vicine e ogni pezzetto è legato a una famiglia da generazioni. Pertanto ciascuna microzona parla il linguaggio familiare, in un’affascinante Babele di vitigni, metodi e conoscenze che rifuggono le standardizzazioni e le omologazioni».

L’arrivo delle uve in cantina

La visione dietro il progetto Bentu Luna

Gran parte degli appezzamenti era a rischio abbandono perché non forniva più reddito. Dopo un lungo tavolo di confronto con i contadini e gli abitanti di Neoneli, Gian Matteo Baldi e il suo team hanno avviato la gestione condivisa dei vigneti; una formula mista che ha permesso di integrare la manodopera locale con tecnici ed esperti di caratura internazionale. Questa intesa ben si accorda con il concetto di contaminazioni che Bentu Luna si propone di riscoprire, allontanandosi da una divisione varietale netta e rigida che si è imposta con l’avvento della vivaistica moderna.
«L’idea di purezza assoluta è poco conciliabile con il sistema di coltivazione e di gestione familiare delle vecchie vigne», precisa l’ad Baldi. Tuttavia è possibile rintracciare nei vitigni Vermentino, Bovale, Cannonau e Monica di Sardegna l’ossatura della produzione Bentu Luna.

Le vigne crescono tra mare e montagna

Gli appezzamenti si trovano a un’altitudine che va dai 350 ai 700 metri; i terreni hanno diverse matrici che spaziano dal granitico al sabbioso. Sul lato sud-est i filari beneficiano della protezione delle montagne, mentre a ovest delle brezze marine. Le temperature medie si attestano tra i 9 – 10 °C invernali senza superare i 30 in estate.

Una cantina in perfetta armonia con il paesaggio

La sede produttiva è semplice e funzionale, realizzata secondo i criteri della sostenibilità e del minimo impatto ambientale. Gli architetti dello studio Magaze hanno concepito una struttura capace di dialogare con il contesto rurale, rievocando le costruzioni cantiniere dei secoli passati, con sassi di trachite tipici del luogo, legno e vetro. È stata prevista anche la coltivazione di gramigna sul tetto e l’utilizzo del sughero a scopo isolante. Un sistema di gestione delle acque reflue permette la loro depurazione e il riutilizzo in agricoltura.

La bottiglia di Be Luna, uno dei quattro rossi aziendali

Sostenibilità a 360°

In vigna sono ammessi solo uomini e animali, mentre i macchinari sono banditi. La raccolta è manuale così come la pressatura, svolta prima con le mani e poi con i piedi. Per esaltare le peculiarità delle microzone, si procede alla vinificazione separata delle singole particelle all’interno di vasche in cemento crudo di piccole dimensioni. Le fermentazioni partono spontaneamente, con pied de cuve altamente selezionati e la malolattica viene sempre svolta.
«Per preservare la personalità e il legame con il terroir, abbiamo limitato l’uso del legno, ovvero barrique di secondo o terzo passaggio». Per tutti i vini si è adottato una bottiglia borgognotta che non supera i 400 g di peso al fine di ridurre le emissioni di CO2. I tappi sono di un produttore locale e le confezioni, in cartone riciclato, non necessitano nastro adesivo.

La collezione di Bentu Luna

La collezione di vini Bentu Luna si compone di un bianco e quattro rossi. Dopo l’uscita del Vermentino Unda, del Mandrolisai Mari e del neo Tre Bicchieri Sobi, lanciati lo scorso marzo, a fine settembre è stata la volta di Be Luna, un altro rosso di Sardegna da varietà autoctone, e del Cannonau Susu.

Come nascono Be Luna e Susu

Le uve di Be Luna provengono da una vigna risalente al 1905 nel comune di Atzara (Nuoro) dove coesistono diverse varietà di Muristellu (Bovale sardo), Monica e Cannonau in percentuale variabile. «È il vino di Bentu Luna che più di tutti testimonia il concetto archetipico di biodiversità di cui ci sentiamo custodi», spiega l’ad Baldi.
I grappoli del Cannonau Susu, invece, crescono in un vigneto monocultivar di Neoneli e danno vita a un rosso di grande fascino. Il profilo di frutti scuri maturi e la nota speziata ricordano gli aromi tipici del Mediterraneo. «Si tratta di vini decisamente originali per gli standard regionali: eleganti, piacevoli e agili, ma al tempo stesso profondi e persistenti».
Entrambi frutto della vendemmia 2019, Be Luna e Susu sono in vendita esclusiva nel canale Horeca. La tiratura è rispettivamente di 1.300 e 1.500 bottiglie.

Foto di apertura: le operazioni in vigna sono rigorosamente manuali

BENTU LUNA
via Meriaga 1
Neoneli (Oristano)
327.75.44.882

Realizzato in collaborazione con Bentu Luna.

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 4/2021. Acquista

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© Riproduzione riservata - 11/01/2022

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