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Barolo e Barbaresco: tutti contribuiranno alla tutela

21 Ottobre 2013 Civiltà del bere
«Pochi millesimi a bottiglia prodotta, per sostenere le attività di tutela della denominazione e la vigilanza direttamente sullo scaffale». Il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, spiega il presidente Pietro Ratti, ha deciso di avvalersi dell'erga omnes e chiedere il contributo di tutte le 996 aziende produttrici delle Docg Barolo e Barbaresco (comprese quindi le non affiliate) per finanziare le attività di controllo delle due denominazioni. SERVE IL CONTRIBUTO DI TUTTI - I costi da destinare alla protezione delle Docg sono molto elevati: «Dal 2009 il Consorzio ha investito oltre 250 mila euro solo per la registrazione del marchio Barolo e Barbaresco in tutti i Paesi del mondo. Essendo questa un'iniziativa che coinvolge l'intero comparto, si è deciso di avvalersi dei poteri conferiti dall'erga omnes per far pagare la quota per l'attività di controllo anche ai produttori non associati, in modo da difendere un'importante comparto dell'economia agricola delle Langhe». LA TUTELA IN AZIONE - Per difendere questo comparto che, da solo, vale oltre 25o milioni di euro, il Consorzio collabora con gli avvocati della Società italiana brevetti (Sib). Fra le ultime battaglie vinte, la cancellazione di annunci ebay che vendevano kit fai da te per produrre vino "Barolo".

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