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Comincia la rivoluzione del Bardolino

19 Settembre 2017 Monica Sommacampagna
Il 12 settembre è iniziata la raccolta del Bardolino nelle tipologie Classico Doc, Superiore Docg, Chiaretto, Chiaretto Spumante e Novello. Una annata da dimenticare, non tanto per la qualità delle uve - sane, anche se in quantità minore del previsto per le gelate primaverili- ma perché dalla vendemmia 2018 è prevista una rivoluzione nell’intera denominazione che cambierà non solo le tipologie, ma anche il modo di considerare questo rosso e rosato del Garda, più noto come vino quotidiano che non come vino da invecchiamento.

Bardolino: nuovo disciplinare dal 2018

Al Bardolino Doc prodotto in tutta l’area, al classico della zona storica e al Bardolino Superiore Docg sarà affiancato infatti un nuovo concetto di Bardolino, che rappresenta il cuore di un significativo cambiamento di prospettiva. Del mutamento si parlava da tempo, ma ancora ci mancavano le coordinate della nuova denominazione, frutto dello studio di zonazione del 2005 e del progetto di sperimentazione Bardolino village che tra il 2015 e il 2016 ha interessato una quindicina di produttori.

Tre sottozone oltre al Bardolino Classico

Togliamo al Bardolino rosso fermo l’etichetta di vino prevedibile perché torneranno alla ribalta tre sottozone: La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna. In particolare La Rocca per i comuni del territorio dell’antico Distretto di Bardolino: Bardolino, Castelnuovo del Garda, Garda, Lazise, Peschiera del Garda e Torri del Benaco; Montebaldo per il tratto pedemontano dell’ex Distretto di Montebaldo, nel territorio di Affi, Caprino Veronese, Cavaion Veronese, Costermano sul Garda, e Rivoli Veronese; Sommacampagna per l’area delle colline moreniche meridionali, nei comuni di Bussolengo, Pastrengo, Sommacampagna, Sona e Valeggio sul Mincio.

Come nell'Ottocento, Bardolino invecchiati fino a 6 anni

«Il significato dell’operazione, nuova ma con radici antiche, è affiancare al Bardolino che conosciamo un Bardolino simile a quello in voga a fine Ottocento che compariva a fianco dei vini di Borgogna nelle carte vini dei Grand Hotel europei», spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Bardolino Doc. «Tenuto conto che per le sottozone il disciplinare imporrà una resa di 100 quintali per ettaro rispetto ai 120 attuali e che il vino non potrà essere commercializzato prima di un anno dalla vendemmia, il nostro obiettivo è stimolare la produzione di un Bardolino più longevo, capace di reggere la sfida di 5-6 anni di invecchiamento».    

Novità negli uvaggi: cresce la Corvina

A fare la differenza contribuiranno anche gli uvaggi che vedranno aumentare la presenza della varietà Corvina fino al 95%, manterranno obbligatoria la Rondinella e renderanno facoltative fino al 10% massimo per cadauna le uve rosse coltivate in provincia di Verona, per un massimo del 20% totale. No rigoroso all’appassimento di uve, «perché il Bardolino deve essere solo prodotto da uve fresche», dichiara con fermezza Cristoforetti. «Puntiamo sulla finezza, sull’eleganza di beva: le degustazioni nell’ambito del progetto pilota Bardolino village ci hanno riservato piacevoli sorprese».

Un disciplinare ad hoc per il Chiaretto di Bardolino

Il Bardolino Chiaretto, oggi sulla cresta dell’onda con 7 milioni di bottiglie commercializzate tra gennaio e agosto 2017, diventerà il Chiaretto di Bardolino con un disciplinare ad hoc. Saranno mantenute intatte le caratteristiche frutto della Rosè revolution del 2014 che prevedeva una tonalità di rosa più scarica, sentori agrumati e una buona freschezza coniugata a sapidità perfette per un vino fortemente identificativo del Lago di Garda.

Chiaretto spumante, rifermentato e frizzante

«Il Chiaretto di Bardolino avrà vigneti diversi rispetto al Bardolino, oltre a una tecnica di produzione, ovviamente, ben differente» conclude Cristoforetti. «Un cambio di passo rispetto a oggi, per sfatare anche l’idea che il Chiaretto sia un sottoprodotto del Bardolino e interpretare al meglio le valenze positive del territorio». Novità tra le novità: il nuovo disciplinare prevederà, oltre alla versione spumante e a quella rifermentata in bottiglia, anche la possibilità di produrre Chiaretto di Bardolino nella tipologia frizzante.

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